Categorie: Danza

Lugano Dance Project, prima edizione con il debutto di Virginie Brunelle

di - 12 Giugno 2022

La rivoluzionaria comunità danzante fondata nel 1913 sul Monte Verità, presso Ascona, in Svizzera, dall’ungherese Rudolf von Laban, teorico della danza libera, è stato il tema di “Lugano Dance Project”, festival di danza contemporanea alla sua prima edizione, curata da Lorenzo Conti. E a quel luogo dell’utopia, celebre collina dove s’intrecciarono i destini d’intellettuali e artisti del Novecento, è ispirato Fables di Virginie Brunelle, spettacolo in prima assoluta commissionato dal direttore artistico Carmelo Rifici del LAC di Lugano, alla coreografa canadese.

FABLES, ph. David Wong

Stimolata durante il processo creativo dalla riflessione sulle prime correnti femministe nate nell’epoca coeva al Monte Verità, e dal chiedersi cosa sia rimasto oggi di quelle conquiste, Brunelle costruisce un excursus a quadri di diverse epoche attraverso una narrazione contemporanea, con al centro immagini metaforiche di donne colte nella loro storia archetipica e generazionale: nel dolore del sopruso, nella resilienza, nella lotta per affermarsi in un mondo dominato dal maschile. Di loro Brunelle mostra, con una cifra di danza caratterizzata dall’emozione cruda degli interpreti e dall’umanità dei soggetti affrontati, il disincanto, l’estasi, le crepe, la fragilità.

FABLES, ph. David Wong

In una successione di tableaux vivant dal potente impatto visivo e di movimento, irrompono inizialmente duetti energici caratterizzati da braccia come lame che affondano nel corpo dell’altro. Nell’affollarsi della scena, le coppie si alternano scandendo i loro gesti ansimanti, il cui respiro è amplificato dalla lunga asta di un microfono tenuta in mano da un uomo che insegue a sua volta gli spostamenti delle coppie. La userà anche come arma ruotandola nell’aria, urlando e atterrando tutti. Denudatosi, poi rivestito di un abito luccicante da due figure in nero, si ergerà su un piedistallo dentro un fascio di luce, assumendo pose di dominio, poi estatiche.

FABLES, ph. David Wong

Al silenzio iniziale e all’irrompere di una musica martellante, subentra per tutto lo spettacolo, la composizione live per pianoforte di Laurier Rajotte. Il racconto di Brunelle (che si avvale della consulenza drammaturgica di Nicolas Berzi) vive di un peculiare teatro-danza e di molteplici influenze coreografiche, che ritroviamo, ad esempio, nel ritratto di una coppia di sposi con la vestizione della donna di un enorme abito e di un velo mosso a festa o come un mare ondoso, mentre attorno a lei si consuma un freddo rito di ventre sottomesso, poi partoriente, dal quale fuoriescono, rotolando e rientrando, figure nude.

FABLES, ph. David Wong

Ad Alvin Nikolais e alle sue forme in movimento rimanda la sequenza in cui il gruppo tiene legata a una ragnatela di lacci una donna che, trascinata, sollevata, atterrata, si divincola in più direzioni affermando il desiderio di libertà. Alla Batsheva di Decadance rimanda invece la lunga sequenza finale, con l’ensemble dei dodici danzatori vestiti tutti di paillette, ciascuno con un proprio sgabello posizionato sul quale siede, ruota, saltella, fino a danzare all’unisono. I corpi scivolano a terra, si librano, si contraggono, sublimemente fluidi, energici, in un crescendo sempre più veloce e compatto. Una danza quasi tribale, che diventa liberatoria.

Nel ricco programma del festival la svizzera Lea Moro ha presentato la sua nuova creazione Another breath, un lavoro acustico-performativo incentrato sul processo vitale del respirare; mentre la belga Cindy Van Acker ha offerto quattro dei dieci assoli di Shadowpieces, ciascuno creato per un interprete in stretto rapporto con la musica. La lezione-spettacolo di Ana Pi Le tour du monde des danses urbaines en dix villes, più adatta a un pubblico di ragazzi per il carattere divulgativo, illustra con filmati e immagini fotografiche, e accennando alcuni passi di danza supportati da tanto parlare – troppo -, la grande varietà di stili – dall’Hip hop al Krump, al Voguing, alla Dancehall – nati e maturati sulle strade di alcune città del mondo.

La danzatrice e coreografa brasiliana ha poi presentato il suo ultimo lavoro, The Divine Cypher, incentrato sui gesti sacri ancestrali di Haiti e la loro perpetuazione nell’immaginario odierno. Spazio anche alla emergente giovane danza d’autore elvetica con il progetto biennale di Reso-Rete Danza Svizzera dal titolo Tanzfaktor, con quattro compagnie selezionate tramite concorso da una giuria, e fatte circuitare in tutto il territorio. Tra queste, Lisa Laurent e Mattéo Trutat, autori e interpreti di un interessante e divertente Pas de deux, i quali, ispirandosi ad immagini iconiche della cultura pop, mettono in scena un vocabolario di segni gestuali ripresi dal balletto classico privandolo dei suoi artifici. Un lavoro promettente in un auspicabile sviluppo.

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10