Stella, Luciano Padovani, Ph Riccardo Panozzo
Il titolo, inequivocabile, è riferito al simbolo ideologico delle BR, la stella. Le Brigate Rosse degli anni di piombo, il sequestro di Aldo Moro, la sua prigionia e la sua uccisione, sono il concept dello spettacolo Stella del coreografo Luciano Padovani per la compagnia Naturalis Labor, un progetto maturato a lungo e giunto a compimento (al festival Abano Danza). Ad animare l’estro creativo dell’artista è l’urgenza di entrare nel vivo di tematiche che la storia ci ha consegnato, vissute o attraversate in quei frangenti (Padovani alla fine degli anni Settanta, era un giovane universitario a Padova), e riconsegnarle al nostro tempo turbolento, minacciato da estremismi; riportarle alla memoria di chi non conosce; alle generazioni che inseguono ideali o utopie rivoluzionarie per capire dove risiede il male.
In quella cronaca ed epoca drammatica, il cinema, soprattutto, e il teatro, hanno affondato a piene mani, trattando da angolazioni diverse i fatti e le vicende che condussero all’assassinio del Presidente della DC. Mettere in danza la storia, quella vera, è sempre operazione rischiosa, sia per la difficoltà di tradurre in movimento fatti e personaggi, che per l’elaborazione di una drammaturgia capace di evocarli. Ci riesce Padovani, con estro poetico e acuta intelligenza teatrale, limitandosi alla cronaca che sconvolse l’Italia, e trovando una sintesi affidata a tre figure emblematiche.
I due giovani danzatori Roberta Piazza e Andrea Rizzo – intensi ed espressivi nel calarsi nei ruoli -, sono la coppia tiene in ostaggio Moro nel covo, questi impersonato dallo stesso Padovani posizionato, con bella intuizione, sul fondo della scena, figura minuta e silenziosa ma fortemente presente, che per tutto il tempo della rappresentazione rimane in penombra, seduto di spalle su uno sgabello, salvo muoversi in due brevi momenti. Il secondo di questi è portatore di un gesto struggente, quasi di pietà verso i suoi aguzzini: si avvicina a loro nel sonno, li guarda amorevolmente, e stende la mano (una semplice postura plastica che sembra scaturire da un affresco pittorico), come a perdonarli per il gesto assassino che da lì a poco lo attende.
In Stella siamo nell’ambito di un teatro-danza poetico e rigoroso, la cui architettura coreografica segue un andamento cinematografico che ingloba oggetti funzionali e dinamici, carichi di simbologie che ricordano il periodo storico. Una radio a terra, dei libri, un tappeto branda, un tavolo con sopra una vecchia macchina da scrivere, una pistola, dei fogli battuti a macchina poi lanciati in aria, messaggeri delle lettere dei terroristi coi proclami ideologici.
Nella danza ora esultante, ora furiosa, ora indulgente della coppia, scorre – tra il tessuto sonoro della musica ambient di Ben Frost, e di musiche e canzoni pop dell’epoca – una gamma di azioni e di stati d’animo che segnano il loro travaglio di quei lunghi giorni: dall’esultanza del rapimento, alle paure, alle discussioni, all’amore, all’intransigenza, fino ai ripensamenti della donna che vorrebbe tornare indietro e fermare la mano del partner dalla drammatica decisione finale di eseguire la condanna a morte di Moro. La coreografia scivola tra intrecci e sospensioni, crolli e rotolamenti, tenerezze e respingimenti violenti, tessendo una fitta trama relazionale tra i due corpi dei bravissimi performer, latori di pensieri e sentimenti che pulsano fino al gesto finale.
Il documento che sancì la nascita di Apple approda in asta come una reliquia del mito tecnologico americano. Lo firmarono…
Fino al 15 febbraio 2026 Triennale Milano presenta Ettore Sottsass. Mise en scène, che ripercorre la vita del grande intellettuale,…
Abbiamo documentato la grande manifestazione svoltasi a New York domenica scorsa, a seguito dell’uccisione di Renee Nicole Good da parte…
La sede di Farsettiarte a Cortina ospiterĂ Casa Italia, la casa degli atleti olimpionici che si apre al pubblico attraverso…
120mila biglietti, un solo vincitore e un’opera da museo: la lotteria internazionale che mette in palio un’opera autentica di Pablo…
Il ministero della cultura del Sudafrica ha sollevato accuse di ingerenze straniere che avrebbero motivato la decisione di escludere la…