Categorie: Danza

Una danza di corpi in lotta: tre spettacoli al Festival Interplay di Torino

di - 12 Giugno 2024

La programmazione di Interplay, il festival  di danza contemporanea di Torino, diretto da Natalia Casorati, ogni anno riserva belle sorprese ospitando nuovi autori, nomi in auge e altri già affermati, del panorama coreografico italiano e internazionale. Tre gli spettacoli da noi visti. L’apprezzamento maggiore va a Leïla Ka con Pode ser, un folgorante assolo di 15 minuti – creato nel 2018, le ha aperto la notorietà internazionale – in cui possiamo scorgere, sintetizzato, il background della sua formazione che va dalla danza urbana hip hop degli inizi alla teatralità di Maguy Marin, alle successive influenze di altri linguaggi contemporanei.

Pode ser di Leïla Ka ph Andrea Macchia

«Volevo parlare di tutto ciò che dovremmo essere, di ciò che sogniamo di essere e di ciò che siamo davvero», aveva dichiarato la coreografa francese descrivendo il suo lavoro, il primo di una trilogia volta ad esplorare differenti linguaggi coreografici e molteplici identità. Il magnetico brano interpretato dalla danzatrice Anna Tierney vestita di una lunga e leggera camicia da notte, jeans neri sotto e scarpe da ginnastica – un’unica identità -, cattura sguardo e sensi. Affronta il rapporto con se stessa, con gli altri e con la società.

Pode ser di Leïla Ka ph Andrea Macchia

Sotto il fascio di luce che la contiene, illuminata anche da un successivo lampadario oscillante, la sua è una presenza forte, magnetica, determinata. Inizialmente ben piantata, in piedi, tenta di liberarsi, imprigionata com’è con quelle braccia che tiene incollate al petto e che la immobilizzano similmente a una camicia di forza. Una danza da combattimento, quasi tutta di gomiti, muovendoli a scatti, vorticosamente; poi placandosi, mutando azioni e fisicità. Sono gesti netti, taglienti come il suono metallico e percussivo che fende l’aria e la colpiscono; articolati come i rumori elettronici che si sovrappongono; vulnerabili come la musica di Schubert che improvvisamente l’attraversa. Il suo corpo oscilla, accusa i colpi, resiste, risponde, allunga le braccia, esce dal cerchio, vi ritorna, volteggia a terra con giri di krumping. Vorticando, la veste avvolge il suo corpo come un bozzolo, si rialza con la fierezza di una metamorfosi avvenuta, dopo aver danzato sulla melodia di Schubert, e scomparendo al calar della luce mentre ruota come un derviscio, mantenendo sempre quello sguardo caparbio, sfidante, dall’inizio alla fine. Liberato.

Ordinary people ph Andrea Macchia

Nel loro duetto Ordinary people, Marco Di Nardo e Juan Tirado, danzatori e coreografi italo-spagnoli della Frantics Dance Company con sede in Germania, rivelano il loro background influenzato da breakdance, b-boying, arti marziali e danza contemporanea. Una fusione che si traduce in una coreografia potente in cui l’energia d’acciaio della coppia esprime uno sdoppiamento generato dalla mente dei singoli, dal caos interno che affiora e li anima. Avvinghiati all’inizio, rotolando si dividono. Nell’affiorare del mondo complesso dell’inconscio, si scoprono diversi, ma rimangono ancora insieme nello svelarsi, poi si allontanano, si trasformano, reagiscono l’uno ai gesti dell’altro. La musicalità che i corpi sprigionano, inizialmente sempre di schiena, speculari o spaiati, battaglieri o in osmosi, di rigoroso controllo e precisione nei continui movimenti teneri o combattivi, si evolve e si trasforma con forza poetica, manifestando nell’abbraccio finale il bisogno d’amore e di essere riamati.

Ordinary people ph Andrea Macchia

Lo stesso tema, ma con sfumature diverse, caratterizza un altro duetto: La medida que nos ha de dividir di e con Lucia Burguete e Diego Pazó. La tensione che i due interpreti attivano coi loro corpi, è negli intrecci snodabili, nelle spinte di braccia e gambe, nei salti e nei posizionamenti a terra sulla schiena, negli allineamenti dei volteggi, nelle prese dinamiche trattenute in aria, nelle bocche catturate con le mani. Misurandosi nello scorrere del tempo si trafiggono e si distinguono, per ritornare a stare di nuovo insieme.

La medida que nos ha de dividir ph Andrea Macchia

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Addio a Georg Baselitz, muore a 88 anni l’artista che ha capovolto la pittura

È morto a 88 anni Georg Baselitz: la sua lunga carriera è stata segnata da una pittura radicale e sovversiva.…

30 Aprile 2026 18:55
  • Attualità

La giuria internazionale si dimette in blocco a pochi giorni dall’apertura. E La Biennale istituisce i Leoni dei Visitatori

A pochi giorni dall’inaugurazione della Biennale di Venezia, arriva una notizia senza precedenti: l’intera giuria internazionale della 61ª Esposizione Internazionale…

30 Aprile 2026 18:29
  • Mostre

La festa è la trama: gli arazzi collettivi di Marinella Senatore da Mazzoleni a Milano

In occasione del quarantesimo anniversario della galleria, Mazzoleni presenta FESTA! la prima personale di Marinella Senatore nel nuovo spazio milanese.…

30 Aprile 2026 17:32
  • Street Art

Banksy torna a colpire con una nuova scultura nel cuore di Londra

Una nuova opera di Banksy compare a Londra: dopo l'inchiesta di Reuters sulla sua identità, lo street artist torna a…

30 Aprile 2026 16:55
  • Mercato

Oltre $ 200 milioni per la Lewis Collection: è la singola collezione più preziosa mai offerta a Londra

Sotheby’s annuncia la grande asta dell’estate, con i capolavori di Klimt, Schiele, Bacon e Modigliani, cuore della pittura figurativa del…

30 Aprile 2026 12:28
  • Arte contemporanea

Dopo 30 anni Hedwig Fijen lascia la guida di Manifesta. Ecco chi sono le nuove direttrici

Manifesta apre una nuova fase: la fondatrice Hedwig Fijen lascia dopo 30 anni, mentre la guida della biennale itinerante passa…

30 Aprile 2026 11:49