OPENING, URBAN CITY, PH MONIA PAVONI
Nel cuore pulsante del Mediterraneo, un crocevia di storie e culture, la 44ma edizione di Oriente Occidente Dance Festival si prepara a solcare i mari dell’arte e della contemporaneità. Dal 30 agosto al 7 settembre 2024, Rovereto diventerà il palcoscenico di un confronto vibrante su identità e appartenenza, esplorando le utopie del nostro tempo.
Quest’anno, il festival abbraccia la complessità delle relazioni globali, sfidando le convenzioni e i limiti geografici. Esistono ancora Nord e Sud del mondo? Che significato ha oggi l’Occidente? Attraverso la danza e le arti performative, Oriente Occidente esplora questi interrogativi con una programmazione che intreccia le voci di artisti provenienti da tutto il globo.
«La programmazione artistica come sempre unisce etica ed estetica – spiega Lanfranco Cis, direttore artistico (che abbiamo intervistato qui) – invitando a decolonizzare lo sguardo sul mondo. Teoria e pratica del dialogo si uniscono nello spazio del narrare e crediamo che la cultura, la danza, l’arte e la musica possano offrire proprio il giusto spazio per avviare pratiche di ecologia ambientale e sociale per riuscire a fare pace con la Terra».
La danza internazionale è il cuore pulsante dell’Oriente Occidente Festival 2024. Amala Dianor, coreografo franco-senegalese, ha aperto le danze il 30 agosto con DUB, uno spettacolo che celebra le culture urbane globali, unendo street dancer da tutto il mondo in un’esplosione di identità multiple. Dorothée Munyaneza, con Umuko, ci riporta alle sue radici ruandesi, in un’opera che guarda al futuro del suo paese attraverso la lente della memoria collettiva.
Dalla Francia, Thomas Lebrun ci conduce nelle comunità Muxes del Messico con Sous les flors, mentre Leïla Ka, giovane rivelazione, esplora le molteplici identità femminili in Maldonne. A chiudere il festival, il visionario Sidi Larbi Cherkaoui con Nomad, un omaggio alla comunità e all’amicizia in un mondo che spesso assomiglia a un deserto.
Il Festival Oriente Occidente si impegna anche a sostenere la produzione locale. La Compagnia Abbondanza/Bertoni presenta Viro, un duetto che indaga l’identità maschile contemporanea, mentre Michela Lucenti e il Balletto Civile portano in scena giovani performer con Eclissi, un lavoro che mescola danza e teatro in un’esperienza comunitaria senza precedenti.
Aristide Rontini, ispirato da Pasolini, esplora il potere trasformativo della danza in Lampyris Noctiluca e Frammenti di infinito, mentre Carlo Massari, con Strangers in the night, ci invita a riflettere sul presente attraverso un umorismo tragico e pungente. Infine, Nicola Galli propone la sua visione esistenziale con Deserto tattile, dove gesto, luce e suono si fondono in una potente metafora.
Il festival esce dai teatri e invade gli spazi urbani con Risvegli, una serie di performance mattutine guidate da Pietro Marullo, per un risveglio del corpo e dello spirito. Tra trampolieri e macchine teatrali, il Teatro dei Venti riporta Don Chisciotte nelle strade di Rovereto, mentre Piergiorgio Milano ci racconta di un naufragio al contrario con Fortuna.
Le collaborazioni con il Mart e il MoM (Mondo della Mente) ampliano l’esperienza artistica del festival, trasformando spazi espositivi in luoghi di azione e interazione. Qui, artisti come Ashley Ho e Domenek Naue presenteranno Last portrait, un lavoro che intreccia Asia ed Europa in una riflessione sulla perdita e la memoria.
La musica ha un ruolo centrale in questa edizione di Oriente Occidente, con appuntamenti che uniscono mondi lontani. Bridge mette in dialogo l’elettronica contemporanea di Tempo Reale con il canto tradizionale cinese di Siong Leng, mentre il dj set di Thybaud Monterisi esplora le frontiere della musica elettronica in un mix di suoni immersivi.
La serata finale si trasformerà in una festa latina con i ritmi travolgenti di Pacha Kama, che concluderà il festival nel Giardino delle Sculture del Mart, unendo in un abbraccio sonoro l’Italia e l’Argentina.
Oriente Occidente non è solo spettacolo, ma anche riflessione. Il ciclo di conferenze Linguaggi apre uno spazio di dialogo su temi cruciali: dalle migrazioni ai femminismi, dalla geopolitica all’identità culturale, fino al ruolo della cultura nella trasformazione sociale.
In un mondo in costante mutamento, Oriente Occidente si impegna anche per la sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale del festival con iniziative concrete, come l’uso esclusivo di energia rinnovabile e il riciclo creativo dei materiali.
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