An individual peace of mind. Courtesy: LASHUP | Concept Design Studio
La società post-pandemica sulla soglia di una libertà di nuovo riconquistata è invitata, anzi costretta, ad un ripensamento delle dinamiche umane, degli spazi sociali e di quelli privati. L’urbanizzazione dirompente nata dalla metà dello scorso secolo e l’ibridazione con i “media freddi”, figli dei primi anni duemila, hanno portato ad una società dinamica e globale, ma anche a una riduzione drastica di quei luoghi privati in cui rifugiarsi. Su queste riflessioni nasce An individual peace of mind ultima fatica di LASHUP | Concept Design Studio. Fondato nel 2012 da Claudio Granato e da Enrico Pieraccioli, LASHUP si dedica allo sviluppo di concept e indaga fenomeni sociali riguardanti lo spazio e il tempo, ispirandosi alla natura, alla società e all’innovazione esplorando, inoltre, nuove frontiere estetiche attraverso i linguaggi dell’architettura.
Nato durante il primo lockdown, An individual peace of mind è un videogioco teso al godimento dell’attimo e del dettaglio. Atipico nel suo genere, sfrutta le modalità dei Game-Based Learning per insegnare all’utente a ritrovare il proprio spazio e rallentare i ritmi insostenibili diventati evidenti dopo la pandemia.
La condizione forzata dell’isolamento, infatti, ha ispirato l’ipotesi di un futuro possibile, all’interno del quale nuove dinamiche umane si sono sviluppate rapidamente, cambiando, forse per sempre, i luoghi dedicati all’intimità e al tempo passato in solitudine.
Nei confini di questa riflessione, la tranquillità si presenta come luogo digitale distensivo, attraverso una simulazione di una condizione che insiste su due canali: da un lato l’impossibilità di varcare fisicamente i confini della propria casa; dall’altro il richiamo attrattivo del dolce far niente che si manifesta attraverso un ambiente rurale, semplice, tipicamente mediterraneo.
L’invito che viene fatto è quello di evadere per ritrovarsi, contrariamente ad altri videogiochi, che invece offrono mondi in cui perdersi, storie da scoprire e realtà nuove in cui rifugiarsi. An individual peace of mind destruttura le logiche tipiche delle più comuni esperienze interattive, azzerando la natura competitiva e perfino la possibilità di interpretare personaggi, restituendo invece una realtà in cui essere semplicemente in contatto con il proprio io.
La fascinazione mediterranea permea gli spazi progettati e influenza le scelte architettoniche nonché di design. Partendo dalle radici e dagli usi più interessanti e appaganti del vivere italiano, si passa ad una reinterpretazione degli archetipi dell’abitare rurale, ispirati principalmente da due testi fondamentali per i due progettisti: Poetry of Architecture di John Ruskin, 1937 e Architettura Rurale Italiana di Giuseppe Pagano e Guraniero Daniel 1936.
L’estetica è essenziale, frugale e calda come le atmosfere delle seconde case dei film con Vitti e Tognazzi. Rivisitata in chiave razionale e minimalista, restituisce un percorso immersivo in cui si sviluppa un costante dialogo tra oggetti archetipici e scelte materiche ancestrali: quali l’uso della terracotta, della ceramica, della paglia e della pietra. An individual peace of mind offre un iter che si dipana tra i simboli costitutivi del vivere mediterraneo, in cui potersi immergere e rifugiare.
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