Categorie: Design

design_personaggi | Achille Castiglioni. Design tra magia e ironia

di - 13 Aprile 2004

Magia e ironia: due parole d’ordine per Achille Castiglioni (1918-2002), singolare figura di architetto e designer italiano, la cui produzione -già al centro di un’importante retrospettiva al MoMa di New York nel 1997- è stata ricordata in Italia da un convegno e da una mostra a Palermo. Passando in rassegna la sua opera, dalle celebri lampade Flos, agli assemblages Zanotta, alle produzioni Alessi, si ha percezione di come sia proprio attraverso le due categorie della magia e dell’ironia che Castiglioni abbia sempre giocato la sua personale scommessa.
Il risultato è noto: una creatività non invadente, ma discreta, tecnologicamente all’avanguardia, ma capace di guardare al passato, in rivisitazioni nostalgiche, ma caratterizzate ogni volta da buone dosi di ironia e spiazzante divertimento.
Designer di lampade a luce diffusa, in cui gli effetti di illuminazione adombrano suggestioni venate di magia, istrionico ideatore di assemblaggi curiosi, progettista di indimenticabili allestimenti, Castiglioni ha conquistato più generazioni di creativi in tutto il mondo. Molti degli oggetti da lui progettati sono entrati a far parte a buon diritto della storia del design e fanno ormai bella mostra di sé nei più prestigiosi musei internazionali, malgrado il designer avesse dichiarato a tal proposito: «Mi piace entrare in un museo e vedere il mio nome scritto in una targhetta accanto ai miei oggetti, ma mi piace ancora di più entrare in una casa e vedere che li usano».
Una vocazione del tutto democratica, questa di Castiglioni, che ha trovato riscontro negli oggetti in mostra a Palermo, a Palazzo Branciforte: dalle lampade alle posate, dagli sgabelli ai servizi da tè e caffè, si tratta sempre di oggetti di uso quotidiano, pensati per nuove forme di socialità, per un’umanità che s’incontra in spazi living in cui il televisore a scomparsa è pronto a lasciare spazio a più sani propositi di conversazione e intrattenimento.
Allo spirito ludico e da «infanzia protratta» di tante sue realizzazioni -per dirla con le parole di Philippe Daverio, fra i relatori del convegno tenutosi a Villa Zito, sede della Fondazione del Banco di Sicilia- corrisponde un rigore nel metodo di lavoro che costituisce oggi l’aspetto più vitale di tutta la sua produzione. È il caso della seduta Mezzadro (1957), sgabello da trattore fermato da una vite a farfalla su un lungo, sinuoso stelo d’acciaio; o della lampada Toio (1962), fanale d’auto + canna da pesca + trasformatore di corrente, in cui l’arte del “riciclo” muove già consapevolmente una critica ai consumi di massa. E assesta un colpo al mito di una tecnologia ostentata -talvolta gratuitamente- contro una dimensione più artigianale, umana, del fare.
Quasi un rigurgito di quello spirito fortemente pragmatico, di borghese e milanese fino al midollo, che appartiene a Castiglioni così come a tutta una generazione di architetti suoi coetanei che hanno portato il design italiano ad un primato incontrastato di affermazione a livello internazionale.
Video e manifesti delle principali mostre a lui dedicate hanno fatto da cornice all’esposizione e hanno accompagnano il visitatore lungo un percorso che copre l’intera produzione dell’architetto milanese. Essenziale e raffinato l’allestimento della mostra a cura dello Studio Laviani.

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mostra visitata il 25 marzo 2004


Achille Castiglioni. Design tra magia e ironia
Mostra a cura di Vanni Pasca, Dipartimento di Design e Dottorato di ricerca in Disegno Industriale, Università di Palermo, Facoltà di Architettura, con la collaborazione della Fondazione Banco di Sicilia
Palazzo Branciforte
25 marzo – 4 aprile 2004
via Bara all’Olivella, 2
tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00
domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00
Informazioni sul convegno e la mostra:
Fondazione Banco di Sicilia
via Libertà, 52
Palermo 90 143
T. + 39 091 60 85 972
F. + 39 091 60 85 978
www.fondazionebancodisicilia.it
info@fondazionebancodisicilia.it


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