Prima di essere interior, furniture o fashion design, quello di Droog è pensiero. Lucido, asciutto, ironico. Dry, dicono loro. O meglio droog, che traslato letteralmente significa all’incirca secco. Un’attitudine, questa, tutta olandese, sarà forse perché molto di quanto è progetto nei Paesi Bassi ha avuto a che fare con l’acqua e con il fatto di doversene tirare fuori e allora parlare d’asciutto somiglia ad una vera e propria way of life. Che secondo Gijs Bakker -deus ex machina di Droog fin dalla prima mostra nel 1993- si traduce in pochi pezzi facili: ironia scevra di orpelli, sano senso pratico, istinto
Né studio, né agenzia, né brand, o almeno nessuna di queste cose strictu sensu, Droog progetta e produce, organizza eventi, mostre, allestimenti. Progettare è per Droog una sorta di sintassi universale, che funziona per l’oggetto, per l’interno da plasmare ex novo, per il libro o per l’esposizione temporanea: così, particolarmente significative sono le collaborazioni con altri designer, da Martì Guixè, a Tord Boontje, a Hella Jongerius o Tejo Remy. Che siano reiterate o puramente occasionali poco importa, sono parte fondamentale del modus operandi della vulcanica crew olandese: solido nella struttura più intima, nella definizione teorica, nello sguardo implacabilmente critico eppure, duttile, aperto, divertito, straordinariamente contemporaneo.
Difficile circoscrivere un campo d’azione, quello di Droog è totale: dall’interno del flagship store parigino di Mandarina Duck (affidato a NL Architects e risolto con un sorprendente effetto sorpresa), alla recente Coffee Dutch Room a San Pietroburgo,
Pensiero che procede lungo il binario di una scarna, efficace funzionalità (che vuol dire anche riuso, ma in chiave totalmente diversa rispetto al riciclo festoso dei Campana) intrisa d’ironia: un tocco leggero, che alla fine atterra senza scampo. Esempio calzante le 50 Differently Priced Bags (di United Statements, 2003): cinquanta borse in feltro –un pezzo basic- assolutamente identiche, il prezzo che sale metodicamente ordinato da uno a cinquanta euro e un interrogativo scontato (ma non troppo): in base a cosa le persone sceglieranno la propria borsa? Come dire: signori, fate il vostro gioco.
link correlati
www.droogdesign.nl
mariacristina bastante
[exibart]
La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…
Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…
É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…
Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…
Visualizza commenti
Gli amici olandesi si esprimono al meglio anche quando fanno manganellare dalle proprie forze dell'ordine disabili italiani allo stadio, oppure quando, per vendetta, si cimentano ardimentosi nell'incendio di qualche moschea dei paraggi.
Attitudini tutte olandesi, che dosano praticità, definizione teorica, ironia ed un senso naturale per… l’asciutto.