Dopo la bottiglia di Sgrappa fatta con il dito medio di Maurizio Cattelan, un’altra bottiglia d’autore, ugualmente trasparente ma decisamente meno alcolica, anche se più effervescente. Sarà il Totocchio di Riccardo Dalisi, infatti, a campeggiare sul vetro della Platinum Edition di Ferrarelle, la bottiglia top di gamma prodotta dalla storica azienda d’acqua minerale. Decorata a serigrafia, la bottiglia sarà disponibile tiratura limitata a mille pezzi e potrà essere acquistata all’interno del Bar Ferrarelle a Napoli. Prima di Dalisi, il progetto dell’Art Edition di Ferrarelle, arrivato alla undicesima edizione, ha coinvolto artisti come Mimmo Jodice (2012), Sandro Chia (2017) e Michelangelo Pistoletto (2015), mentre l’anno scorso fu la volta del San Gennaro Stay Liquid di Roxy in The Box.
Artista, designer e architetto, Riccardo Dalisi è considerato uno dei maestri della creatività, non solo in Italia. Nato nel 1931 a Potenza, laureatosi in architettura all’Università Federico II di Napoli nel 1957, Dalisi, nel corso della sua carriera, si è spesso dedicato alla reinterpretazione del folclore, della manualità e dei materiali antichi in chiave contemporanea. Negli anni Settanta è stato tra i rappresentanti più significativi dell’architettura radicale ed è stato tra i fondatori della Global Tools.
Suoi progetti sono stati realizzati da brand del design come Zabro, Zanotta, Alessi, Oluce, Playline, Morphos, Fiat, Rex, Slamp, Rosenthal, Ritzenhoff, Glass, Bisazza. Mostre dedicate alla sua attività di architetto, designer, scultore, pittore, sono state allestite alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Basilica Palladiana di Vicenza, al Museo di Denver – Colorado, al Guggenheim Museum di New York, al Museo di Copenaghen, al Museo d’Arte contemporanea di Salonicco, al Museo di Düsseldorf, al Palazzo Reale di Napoli, alla Biennale di Chicago, alla Fondazione Cartier di Parigi, alla Pasinger Fabrik di Monaco, al Tabakmuseum di Vienna e alla Zitadelle Spandau di Berlino.
Nel 1979, su incarico di Alessi, inizia una lunga ricerca sul caffettiera, che l’avrebbe portato poi, nel 1981, a vincere il Compasso d’Oro, il più importante riconoscimento italiano tributato al disegno industriale.
Ed è dall’incrocio tra Pinocchio, Totò e una caffettiera che nasce Totocchio, figura immaginaria, un po’ burattino e un po’ scugnizzo, alla quale Dalisi ha dedicato un’intera storia di magia e delicata poesia, oltre che di avventura, racchiusa nel volume I nuovi viaggi di Totocchio, edito da Massa. Allo stesso modo sono gli altri personaggi creati da Riccardo Dalisi: freschi, candidi, ingenui, un po’ naif, ricchi di umanità e non privi di saggezza, comunque vivaci e effervescenti, proprio come Ferrarelle.
«Si può tranquillamente parlare di architettura, di design, di arte, di decorazione e, perché no, di poesia partendo da ciò che diciamo “tecnica”, che nient’altro è se non un aspetto saliente, un momento fondamentale di ogni attività umana», racconta Dalisi.
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