Tanto tuonò che piovve, come si dice e infatti, alla fine, è successo proprio così: la Reggia di Caserta fa un passo indietro e cancella il suo nuovo e contestatissimo logo. Ma non per una questione estetica, bensì per la troppa somiglianza con altri monogrammi già esistenti. E così, «a tutela dell’Istituto, la Reggia di Caserta ha deciso che connoterà, nel frattempo, la sua identità visiva con il brand Reggia di Caserta, privo del monogramma», è la decisione della direttrice dell’istituzione, Tiziana Maffei. E quindi, un bel colpo di spugna sulla R e sulla C della discordia, uguali, troppo uguali, per esempio, alle lettere del marchio di abbigliamento del notissimo tennista Roger Federer che, oltretutto, ha appena vinto una causa contro la Nike per il possesso del logo.
Sul nuovo logo della Reggia di Caserta si era scagliata la leggendaria ironia del popolo della rete, che immediatamente aveva trovato migliaia di modalità per ironizzare sul lavoro proposto da Sigla Srl, agenzia di Mantova che aveva avuto in affidamento i servizi della comunicazione dell’importante Polo Museale nel giugno 2019. «Un caseificio», anzi «un Bed & Breakfast» e poi «un agriturismo», le critiche erano piovute da tutte le parti, non solo da utenti singoli dei social network ma anche dall’Ordine degli Architetti, che aveva ricordato altri monogrammi pericolosamente simili, come quello della società immobiliare canadese Ricco Colinares.
E anche sul territorio casertano, le reazioni erano state immediate e ostili e un coro di protesta si era alzato da diverse associazioni culturali della zona. Al centro del mirino, a parte lo stile del monogramma e la troppa somiglianza a loghi già esistenti, anche il costo dell’operazione di rebranding, 37mila euro, una cifra che, però, non fuori dalla media per questo genere di lavori. Quando poi è partita anche la puntuale interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle, allora la misura è stata colma e la direzione della Reggia di Caserta ha deciso di agire.
Eppure nelle intenzione di Sigla, la R e la C dovevano richiamare «il marchio delle manifatture borboniche avviate da Carlo di Borbone», ha spiegato Maffei. Non si tornerà comunque al vecchio logo, ideato dal grafico di Caserta Alberto Grant e risalente al 1991, che rappresentava in maniera stilizzata i quattro cortili della Reggia. Per il momento si userà solo il nome Reggia di Caserta, con il nuovo font su campo blu, il colore dei Borbone.
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