In copertina un’immagine dagli allestimenti di Dan Flavin per la Chinati Foundation, premessa per un ampio servizio con notevoli ripresa fotografiche del riuscito intervento nel museo texano: spazi ipnotici costruiti con sapienti scelte e qualche sorgente luminosa.
Meno poetico il servizio “principale” di questo numero: un dossier di Ricky Burdett sulla situazione delle grandi opere romane a pochi mesi dal termine dell’ ultimo mandato del sindaco Rutelli. Si accenna per grandi linee ai tanti cantieri, reali o potenziali, aperti a Roma; si riportano stralci di interviste a commenti di personaggi della scena politica e culturale romana; ed infine si cerca di tirare le somme chiedendosi cosa potrebbe succedere con un cambio di schieramento. In definitiva un dossier che non può pretendere di fare informazione sulle opere in corso, visto il taglio sintetico, e che rischia di ridursi a reportage da rotocalco popolare; apprezzabile comunque l’ idea di parlare di Roma e delle sue aspirazioni.
Al contorno c’ è un intervista a Herman Hertzberger sul tema “costruire per i bambini”, con le immagini della sua Scuola ad Amsterdam; un ampia presentazione del “villaggio” di Sottsass a Singapore, chiaro manifesto di un genere architettonico che (temo) potrebbe raccogliere proseliti; ed un intervista, con Pierre Restany inviato speciale, a Thomas Krens, direttore del Guggeheim. Notevole l’ allestimento di negozi Marni dei Future System.
Da incoraggiare in fine la pubblicazione di promesse: un servizio su tre esempi di architettura d’ interni realizzati a Milano da “giovani” progettisti italiani, e la presentazione di alcune idee di una nuova generazione di designer.
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