Nacque da un rifiuto, il Withney Museum Of American Art: poiché il Metropolitan Museum non voleva la sua raccolta di oltre cinquecento opere – offerta come generosissima donazione – Gertrude Withney Vanderbilt decise di fare di quell’insieme di quadri, sculture, disegni il primo nucleo di un museo privato che avrebbe avuto il suo nome. Era il 1930, quel che viene dopo è la storia di un sommarsi di lasciti e donazioni – che ha portato la collezione ha circa undicimila opere – di nuove sezioni (quella dedicata alla fotografia è stata aperta nel 1991), di mostre, ma soprattutto di un’attenzione continua verso giovani artisti, nuovi talenti dell’arte americana (e la Biennale del Withney, giunta alla settantunesima edizione è un esempio di come l’intenzione si concretizza).
Una mostra – New York Renaissance – allestita a Milano, presso il Palazzo Reale, racconta New York ed i ‘suoi’ artisti, attraverso una selezione di opere (pittura, scultura, ma anche grafica) che arriva direttamente dal museo che forse più di tutti può esemplificare le declinazioni originali del contesto statunitense ed è proprio Marla F. Prather – curatrice della sezione dell’arte post bellica del Withney – a parlarne, spiegando le linee di un percorso, che unisce, forse elementi di una stessa storia, Edward Hopper, Willem de Kooning, Jackson Pollock, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Peter Halley e molti altri.
Un confronto tra Lorenzo Lotto e Dϋrer, Hans Baldung Grien e Hans Schäufelein lo fa Claudia Terribile, partendo dalla pala con i Santi Cristoforo, Rocco e Sebastiano, eseguita dal pittore per una cappella nel santuario della Santa Casa di Loreto.
E ancora: il rapporto tra Emile Zola e Paul Cezanne, in un articolo di Gioia Mori, l’arte in Toscana tra il 1945 il 1967 secondo Alberto Boatto, curatore di una delle mostre del progetto Continuità e l’iconografia della Madonna del Parto, un percorso dall’arte Paleocristiana al Rinascimento di Massimo Cesàreo.
A Jackson Pollock – protagonista di due mostre a Venezia – è dedicato il dossier. Lo firma Achille Bonito Oliva.
articoli correlati
New York Renaissance: dal Withney Museum al Palazzo Reale di Milano
Pollock a Venezia, due mostre tra il Museo Correr e il Centro Culturale Candiani di Mestre
Continuità: l’arte toscana tra il 1945 e il 1967 in mostra a palazzo Strozzi
Maria Cristina Bastante
Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…
Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…
Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…
Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…
Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore