Ruota con decisione attorno ai grandi temi dell’estate internazionale il numero agostano-settembrino di FlashArt. Manifesta e soprattutto Documenta, imperdibili appuntamenti tedeschi, sono il perno di quest’edizione della rivista milanese.
Per la verità tra le grandi esibizioni europee trova spazio anche la perifericissima biennale di Dakar (Dak’art) , mostra di aspirazioni pan-africane ampiamente criticata da Melissa Dunn.
L’ampio spazio dato a Documenta XI si declina in due modalità. Da una parte una serie di piccoli saggi sulla mostra di Kassel redatti da critici e curatori internazionali (particolarmente acuto il testo di Massimiliano Gioni in tal senso), dall’altra articoli monografici su alcuni degli artisti che hanno preso parte alla rassegna. In quest’ultima parte troviamo lunghe interviste al francese Pierre Huyghe (di Hans Ulrich Obrist), a Thomas Hirschhorn (di Francesco Bonami) che in occasione di Documenta ha costruito in un quartiere disadattato una sorta di centro sociale, ed a Giuseppe Gabellone (di Sonia Campagnola e Michele Robecchi). La deludente Manifesta , biennale europea d’arte contemporanea svoltasi quest’anno a Francoforte sul Meno, è stata a ragione liquidata con una mezza paginetta.
Con ‘giovane scultura italiana’ si concludono i dossier di FlashArt sulla giovane arte nel nostro paese, utile e discretamente realizzata la guida. Conclude questo numero un interessante articolo monografico sull’artista campano Vettor Pisani .
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