Il numero di FlashArt è di fatto integralmente dedicato alla Transavanguardia. Gettando benzina sul fuoco sul revival anni ’80 che ha visto gli artisti del movimento teorizzato da Bonito Oliva esporre in importanti retrospettive e nella grande collettiva attualmente allestita al Castello di Rivoli.
Per iniziare tre interviste a tre protagonisti. Piatta quella a Mimmo Paladino; interessante quella a Sandro Chia; esilarante quella a Enzo Cucchi. Solo alcuni frammenti da un’intervista a Nicola De Maria, il quinto transavanguardista, che uscirà sul prossimo numero della rivista. Nulla di dedicato a Francesco Clemente , il più à la page di cinque.
Visti da lontano è un’interessante raccolta di pensieri e dichiarazioni riuniti da Michele Robecchi. Come dire la storia della Transavanguardia dalla voce di chi era presente. Da Achille Bonito Oliva al gallerista Emilio Mazzoli, dal critico Jean Clair al regista-artista Julian Schnabel.
Luca Beatrice tenta di ruotare attorno al periodo storico che fece da sfondo all’affermazione di questo ritorno alla pittura. Gli anni Ottanta, Milano, la musica, il design, la vittoria della Coppa del Mondo da parte della nazionale di Bearzot, Milan Kundera e Renzo Arbore.
L’unico articolo a fuoriuscire dalla logica transavanguardista è dedicato al Messico. La nuova scena artistica centroamericana si contraddistingue per freschezza e vivacità . Daniela Rossel e Francis Alys sono tra i protagonisti principali di questo movimento.
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M.T.
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