Interviste, troppe. Una inflazione continua di domande e di risposte in questo numero invernale della rivista meneghina. Due sole le eccezioni. Un bello e chiarificatore testo di Gianni Romano ripercorre con limpidezza analitica l’affascinante ricerca di Tom Friedman. Il critico bolognese Guido Molinari prende a pretesto il lavoro di giovani autori nostrani come Christian Frosi, Eva Marisaldi, Riccardo Previdi e Patrick Tuttofuoco per parlare della convergenza tra la realtà e l’astrazione.
Ma c’è qualcosa di altro che converge in questo numero di FlashArt. Andate a pagina 78, e poi – per chi cell’ha – subito a pagina 56 di temaceleste di questo mese. Ebbene sì, FlashArt abbandona il bianco e nero delle pagine interne per avviarsi verso una incipiente e inedita temacelestizzazione. Nuove rivelazioni nelle prossime puntate…
Dicevamo delle interviste. Fresca e simpatica quella al pittore Verne Dawson da parte dell’artista Maurizio Cattelan. Le altre hanno dei difetti. Troppo lunghe (quella al pittore John Currin e quella al disegnatore Raymond Pettibon che tra meno di un mese sarà protagonista a Bolzano per la sua prima personale in un museo italiano); con domande più lunghe delle risposte (quella di Giacinto di Pietrantonio a Giulio Paolini); con domande buone, ma risposte pesanti e noiose (quella di Giancarlo Politi a Nicola de Maria). Interessante l’intervista a Phil Collins .
Completano il numero due novità . Graditissima sorpresa la rubrica Net Art scaturita dalla formidabile esperienza che Valentina Tanni (la curatrice) ha maturato su Exibart curando le sezioni Random ed ExiWebArt. Altra novità è un’ampia selezione di pittori internazionali, ordinati in schede all’interno di un dossier.
M.T.
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HUHUHUHU FLASHART CHE SI TEMACELESTIZZA, mitico tonelli
"cell'ha " Ă© un termine estrapolato dal Corano?