Simpaticissima, in limpido Cattelan-style, l’intervista di Helena Kontova all’artista padovano sull’apertura della sua galleria a New York. Wrong Gallery è un parassita, è la porta sul retro dell’arte contemporanea, è il figlio bastardo di Chelsea dice Maurizio Cattelan. Nella galleria, larga un metro e profonda trenta centimetri si sono già alternati nomi come Martin Creed, che l’ha inaugurata, Lawrence Weiner e Paul McCarthy.
Giancarlo Politi, per aumentar di valore le sue pur valide opinioni, pare debba necessariamente trovare un appiglio esterno, un contraltare da attaccare. Ed ecco che nell’editoriale di questo numero per lodare (giustamente) il MART di Rovereto trova necessario attaccare la GNAM di Roma “da cui non è mai arrivata un’indicazione, uno stimolo, un progetto”. Cosa perloppiù veritiera attualmente, ma per quanto riguarda il passato… pace alla buon’anima di Palma Bucarelli. Per cantare (ingustamente) le lodi della ArteFiera di Bologna ci si appoggia sui presunti difetti di Artissima e MiArt che, a nostro parere, con ruoli diversi da Bologna producono manifestazioni belle, fruibili e utili come e più di Bologna stessa.
Tre lunghi articoli sono dedicati al binomio arte-tecnologia. Il parigino Laurence Dreyfus ed il milanese Matteo Bittanti affrontano il videogioco come nuovo supporto o semplice ispirazione artistica contemporanea; l’articolo di Valentina Tanni è una agile carrelata sul panorama ancora misconosciuto della net art.
Ripercorre tutta la ricerca dell’artista ed è una lunga rassegna sul rapporto tra arte e religione l’intervista di Chiara Leoni a Pawel Althamer. L’artista polacco ha avuto negli ultimi mesi ben due personali in Italia. Da Poleschi a Lucca ed allo Studio Tommaseo di Trieste.
Da Maurizio Mercuri a Lara Favaretto, da Marco Boggio Sella a Diego Perrone, a Saverio Lucariello a Lorenzo Scotto di Luzio, a Piero Golia. Il critico romano Andrea Bellini passa in rassegna tutta l’arte italiana che ci fa ridere (e pensare). Figli e figliocci di Piero Manzoni, di Pino Pascali e di Maurizio Cattelan alcuni artisti del Bel Paese tradiscono una vena antitragica che va (vivaddio) in diretta opposizione all’impegno etico di alcuni curatori (Enwezor, Boubnova…) e di alcune grandi rassegne internazionali (Documenta, Manifesta…). Sempre dedicato alla giovane arte italiana l’articolo di Luca Beatrice che affronta il tema della pittura. Il breve e intenso saggio, accennando al lavoro di alcuni artisti, pone il problema del ruolo della pittura nostrana nel concerto internazionale. A Gianni Caravaggio, Eva Marisaldi e Roberto Cuoghi sono dedicati articoli monografici.
L’iperstrombazzato sondaggio per decidere quali artisti siano i più popolari tra i giovani (anni ’90) e tra i maestri (da Piero Manzoni in giù) si è rilevato cosa di poco conto. I 117 votanti infatti non costituiscono purtroppo adeguata base per l’inchiesta. Solo nei primissimi posti (classifiche dominate rispettivamente da Maurizio Cattelan ed Alighiero Boetti) le graduatorie possono avere un qualche senso.
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m. t.
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Il mio lavoro negli ultimi anni ha seguito il tema degli sconfitti. Dare luce a chi è sempre stato nell’ombra.
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e l'intervista della Garulli?
è vero!! perché avete censurato l'intervista a mia cugina??
Io 'nvece son la cugina di Livorno...e 'un censurate più la mi' cugina, e della fìa!