La pittura è il pane quotidiano del mensile Arte e questo numero autunnale ne è trasparente conferma. I decollage di Mimmo Rotella, i paesaggi toscani di Roberto Masi ed i paesaggi di Mario Logli nelle prime pagine. Di un certo interesse il lavoro di Annamaria Centola che filtra scene di vita reale dipingendole con una tecnica e con degli stilemi tipici dell’estetica glamour e patinata. Segue un’incredibile batteria di piccoli articoli ognuno dedicato ad un pittore; la parte scultura celebra Louise Bourgeois , di scena a Parigi con la sua mostra promossa dall’azienda italiana Illy.
Il servizio più interessante parla ancora di scultura. Alessandro Riva e Maurizio Sciaccaluga passano in rassegna la nuova scena scultorea nazionale. E in malcelato contrasto con la corrente trendy (Galegati, Perino e Vele, Pinna, Cecchini…) troverete nell’articolo le donnacce di Schmidlin, le vamp di Cassarà e le figure spiazzanti del bravo Simone Racheli .
Alla pittura di Alberto Castelli sono dedicate le pagine successive. L’artista torinese impagina nei suoi quadri tutto un immaginario fatto di vestiti griffati, sguardi sexy, riferimenti fashion. Senza dimenticare la storia dell’arte. Prendendo spunto da una mostra attualmente allestita a Lugano, Emma Garavagnuolo, ci parla del rapporto tra fotografia e pittura. Da Jeff Wall a Gerhard Richter .
Un altro percorso storico nell’articolo di Sciaccaluga che riprende le fila dell’astrattismo americano degli anni Ottanta. Per capirci, quella schiera di pittori che vent’anni fa, sulle orme di Pollock e Rothko, si scagliarono contro il realismo utilizzando essenzialmente campiture geometriche. Peter Halley, David Reed, Sean Scully e tanti altri.
‘Made in China’ è il titolo di un articolo di Licia Spagnesi che, pur avendo la velleità di presentare il nuovo panorama orientale in tema d’arte contemporanea, finisce per presentare tutti artisti nati a cavallo tra i Cinquanta ed i Sessanta.
massimiliano tonelli
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