Le notizie flash, uno dei cardini del rinnovamento di ARS, non reggono il passo e non riescono a proporre un aggiornamento realmente utile. La maggiorparte delle notizie proposte nella sezione di questo numero di Aprile fanno riferimento ad avvenimenti accaduti a Gennaio, dimostrando tutte le difficoltà di far ‘news’ su di un mensile.
Nelle primissime pagine le consuete notizie dalle capitali mondiali dell’arte. A New York, sulla Quinta Avenue, è nata la Neue Galerie spazio dedicato all’arte tedesco-austriaca del novecento. Klimt e Schiele garantiscono una discreta affluenza di pubblico. Ampie ricognizioni a Berlino, Parigi, Amsterdam, Londra mentre per quanto riguarda Barcellona è segnalata la mostra sui rapporti tra Parigi e la capitale catalana.
Sara Fontana ci conduce all’interno della Fondazione Ratti, istituzione comasca attiva già da anni nella promozione di arte locale ma soprattutto grande organizzatrice di prestigiosissimi corsi per giovani artisti internazionali.
Gli speciali di ARS volti a mettere in relazione le arti visive con altre branche della produzione artistica prendono in considerazione il cinema, il lungo a riguardo saggio è di Bruno di Marino.
Le grandi mostre italiane recensite sono Puvis de Chavannes a Venezia e i capolavori del Whitney Museum a Milano. L’evento allestito a Roma e dedicato agli anni della ‘dolce vita’ è un ottimo viatico per riprendere in considerazione, con un’interessante disamina storico artistica, quegli anni scintillanti per la nostra capitale.
Haim Steinbach, israeliano, 58enne. Un articolo di Laura Tansini ne ripercorre, con lucida chiarezza, la vicenda artistica.
In chiusura, prima della rubrica di mercato curata da Alberto Fiz, un articolo purtroppo pretenzioso e parziale di Lea Mattarella enumera ed analizza quei giovani artisti che si ispirano ai temi della città, dell’urbanità, della metropoli. Se il tema è di grandissimo fascino, la lista degli artisti scelti presenta lampanti mancanze (dimenticato il video e quasi assente la fotografia) e protende in maniera fin troppo accentuata verso una certa nuova pittura di maniera dalle caratteristiche evidentemente didascaliche.
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