Bisogna solo superare la soglia dell’editoriale: una riflessione alquanto scontata sui venti di guerra che spirano nel mondo da un annetto a questa parte e sui nuovi orizzonti che in questo contesto si aprirebbero per l’arte. Poi ci si può finalmente tuffare nelle tante rubriche in cui è ordinatamente organizzata la rivista.
Lo testimonia proprio l’articolo di Barbara Rose sull’arte americana dall’11 settembre ad oggi, e sulle rassegne autunnali che negli USA la propongono. Lo ribadisce l’arte di Giuliano Vangi e di Antony Caro, cui sono dedicati due ampi articoli.
Lo scultore toscano si è affermato come uno degli interpreti più sensibili e profondi della solitudine e dello smarrimento dell’uomo del nostro tempo, attraverso un’arte in cui dialogano motivi naturalistici e desinenze informali.
Decisamente più astratte, ma ugualmente metafora della realtà, sono le opere di Antony Caro, che porta le sue creazioni fatte di pietra, legno, terracotta e ferro, in spazi aperti, preferibilmente umanizzati. Materiali alternativi, orizzonti espositivi nuovi, erano anche quelli di Henry Moore, al quale è dedicata “l’intervista impossibile ” di Luciano Caprile, autentica perla della rivista.
Interessante e curioso anche l’articolo di Laura Daverio sulle nuove frontiere del fumetto in Cina. Qui una nuova generazione di disegnatori lavora al computer e crea le sue storie attingendo alla tradizione, ma senza perdere di vista le inquietudini della gioventù contemporanea. Ne derivano storie affascinanti, in cui l’atmosfera delle antiche leggende si fonde con le suggestioni dello spazio impalpabile della rete.
Ampia la carrellata sugli eventi attualmente in corso: i Surrealisti a Roma, Frautier e l’Informale a Parma, la Biennale di Architettura con l’elenco dei premiati, i gioielli Cartier in mostra a Milano, le nature morte di Claudio Bonini a Barcellona che danno l’occasione ad Alberto Fiz di ripercorrere con lucidità ed ironia la carriera del 59enne artista piemontese. Di un certo interesse anche l’articolo su Riccardo Licata e le sue “carte da musica”, tra scrittura surrealista e l’informale segnico di Tobey e Micaux . Un filo diretto collega questo al pezzo successivo, sul nuovo ciclo di pitture che Franco Bonetti ha realizzato ispirandosi alla musica del compositore francese Messiaen
Appuntamenti fissi l’intervista con un collezionista e l’incursione in un nido d’artista.
La prima presenta un incontro con Arnaldo Galli, titolare di un’azienda agricola e collezionista, che può vantare un discreto patrimonio anche di arte contemporanea.
In questo numero è toccato poi a Marco Lodola aprire le porte di casa, una villetta minimalista in curioso contrasto con il poco distante caleidoscopico laboratorio, dove nascono le sue coloratissime e accattivanti opere.
A conferma dell’orientamento della rivista come informativa di arte a tutto tondo, anche questo mese è presente la sezione “teatro” , dedicata al nuovo sipario realizzato da Trubbiani per il teatro di Ancona. L’opera dialoga con l’architettura esterna dell’edificio, integrandola con un trionfo di barocco, che culmina nello splendido sole centrale, simbolo di ottimismo e di ritrovata vitalità del teatro.
paola vitolo
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