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exibart prize incontra Carmela Rizzuti

di - 10 Febbraio 2026

Come è iniziato il tuo percorso artistico? C’è un momento, un incontro o un’esperienza che ha segnato l’inizio della tua ricerca?

Ho avuto sempre una forte inclinazione per il disegno e la pittura,  fin da bambina mi piaceva disegnare costantemente i miei personaggi preferiti che guardavo alla tv poi nel corso degli anni, durante il percorso formativo presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo ho abbracciato il mondo della fotografia iscrivendomi al Fotoclub Conca D’Oro diretto dal fotografo Giuseppe Cilia, questo ingresso ha allargato il mio orizzonte espressivo e visivo usando la fotografia come estensione della pittura combinando colori, luce, composizione e simbologia per dare vita a immagini dove arte, natura e identità si incontrano.

Quali temi o domande guidano il tuo lavoro oggi? Cosa ti spinge a sviluppare nuove opere?

I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità, la fotografia è il mezzo per esprimere la bellezza racchiusa in ogni cosa, un volto, un gesto, la natura, un dettaglio come la luce e l’ombra possono comunicare qualcosa di profondo oltre l’aspetto estetico. Uso l’arte per affrontare questioni legate alla donna — non solo come figura estetica, ma nel suo vissuto sociale, umano, simbolico, evidenziando fragilità ma anche forza e resilienza.

Che ruolo giocano i materiali e le tecniche nella tua pratica? Come scegli gli strumenti espressivi con cui lavorare?

Quando devo realizzare un lavoro parto dal messaggio che voglio trasmettere. Scelgo strumenti, luci, materiali, sfondi in funzione dell’emozione che voglio esprimere. Se cerco leggerezza, uso materiali morbidi, trasparenti, naturali. Se voglio drammaticità lavoro con toni più scuri, texture forti, contrasti più decisi. Nelle mie immagini compaiono spesso fiori, foglie, elementi naturali, tessuti, veli, oggetti semplici ma carichi di significati, questi materiali collegano corpo e natura, alludono a cicli vitali, rinascite, fragilità e forza. La tecnica segue l’idea -identità- femminilità- introspezione- relazione con la natura-dimensione simbolica del corpo.

Puoi parlarci di un’opera o un progetto a cui sei particolarmente legato? Cosa rappresenta per te e quali sfide ha comportato?

L’opera a cui sono particolarmente legata è “Fonte Luminosa” questa opera rappresenta la mia identità e il mio essere donna. Il rosso domina la scena, è un colore che richiama la vita, passione, vulnerabilità e intensità emotiva. La donna posizionata sotto l’ombrello con il volto verso l’alto in posizione elegante e contemplativa è in stato di abbandono e di accettazione alla vita in attesa di nuove ispirazioni. La luce che l’avvolge simboleggia la speranza e la cascata dei tulipani rossi simboleggiano la creatività che la vita mi dona. Questa opera è un manifesto visivo del mio rapporto con la bellezza, la luce, la natura interiore e la propria femminilità, un’opera che va oltre la semplice fotografia per diventare racconto, simbologia e identità. Grazie a questa opera ho ottenuto notevole visibilità perché è stata selezionata per la mostra Skyline Stories a Times Square, New York e per il London Art Hub, un’opportunità che conferma come la sua ricerca visiva raggiunga un pubblico globale e questo dimostra che la sfida — tecnica, concettuale, simbolica ha saputo parlare non solo all’Italia, ma al mondo.

Come affronti la fase di ricerca e sviluppo di un progetto? Segui un metodo o un processo specifico?

Identifico il tema osservando la natura, il corpo umano, la luce, le atmosfere, cerco di individuare un’emozione o un pensiero da trasformare in un’immagine, scelgo palette, texture, elementi simbolici creando un ambiente calmo e concentrato dove l’espressione e l’intensità si fondono e capire qual è il tipo di significato che voglio trasmettere. Cerco di catturare l’essenza emotiva attraverso lo sguardo e la postura e successivamente concludo con un lavoro in post-produzione per dare un maggiore effetto pittorico.

Quali sono le principali sfide che incontri come artista oggi? E come cerchi di superarle?

Le sfide principali sono l’altissima concorrenza, oggi non basta fare delle belle fotografie ma bisogna avere una forte identità espressiva e comunicativa, oggi è importante avere una solida formazione artistica e sviluppare un linguaggio visivo distintivo è cruciale per emergere dalla massa.
Cerco di aggiornarmi acquisendo competenze nella post-produzione, definire un’identità unica anche con l’aiuto dell’IA, sperimentare nuove tecniche (luci, colori) ed essere attiva sui social per coinvolgere costantemente le persone che mi seguono sulle mie varie attività produttive ed espositive. Partecipo a bandi, mostre e concorsi internazionali per avere ulteriore visibilità e riscontro professionale.

Fonte luminosa

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