Categorie: exibart.prize

exibart prize incontra Daniele Cabri

di - 31 Agosto 2022

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Spazio fin dall’inizio della mia attività artistica in molteplici diramazioni e nei campi più vari di materiali dalla scultura in pietra, marmo, legno, carta, al modellare con la creta e il gesso, alla pittura ad olio, acrilico con uscite fino nei murales, alla performance artistica e per un breve periodo di circa tre anni ho sperimentato con cortometraggi fatti con pellicola Kodak di super 8 sonoro e muto e con l’audiovisivo e la fotografia in bianco e nero la narrazione filmica. Ora da circa sette anni lavoro esclusivamente con pelli animali che incido e disegno con il fuoco della fiamma ossidrica e le punte del pirografo creando singoli pezzi e vere e proprie installazioni che hanno la forma circolare di Yurte o Igloo rivestite di tutti i miei lavori in pelle. Ho frequentato da ragazzo diplomandomi all’Istituto D’Arte Adolfo Venturi di Modena e poi ho frequentato la bottega d’Arte di un mio cugino scultore di marmo per apprendere le tecniche scultoree delle botteghe di Carrara. Di seguito dopo qualche anno sono andato a Milano a fare diversi seminari sull’arte contemporanea sia pratici che teorici con il docente e critico Luca Panaro e il critico Ivan Quaroni incontrando diversi artisti, ma come potete vedere la mia esperienza è comunque in qualche modo da autodidatta che va dove lo porta il cuore e l’ispirazione più autentica e selvaggia.

Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?

Gli elementi principali del mio lavoro sono ora, ma anche in passato il desiderio del “Raccontare per immagini” gli uomini e le loro storie, la vita. Lo faccio sempre con grande energia sia che usi la pittura o la scultura o la fotografia o la performance artistica o come adesso la pelle animale bruciata incisa disegnata con il fuoco. I volti degli uomini mi richiamano i solchi dei fiumi, dei sottoboschi, i profili dei monti, e innanzitutto lo scorrere del tempo. La pelle animale che mi procuro in concerie che ho scoperto in questi ultimi anni è l’involucro delicato che ci separa dal mondo ma allo stesso tempo ci fa sentire le sensazioni del mondo esterno che grazie a lei poi assorbiamo nel nostro nucleo più interno. Per il mio prossimo futuro spero di procedere sempre per istanze del cuore e della mia più vera autenticità, cosa fondamentale per un artista, ma anche per una persona. Vorrei avere la possibilità di esporre in sempre più interessanti e qualificate mostre, con gallerie sempre più serie che apprezzino oltre il commerciale il mio lavoro, sostenendomi stimolandomi nella più assidua ricerca.

In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?

L’arte può interagire con la società dando subito l’esempio andando sulla pratica, facendo arte, esprimendosi e creando connessioni.

In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?

Le istituzioni dovrebbero muoversi innanzitutto informandosi di cosa stanno facendo gli artisti e gli stessi curatori, creando facilitazioni sia economiche che burocratiche, fidandosi di loro e avere rispetto del loro lavoro capendo che è essenziale alla società, alla sua salute.

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