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Addio a Carlo Vanzina, regista e autore del ritratto di un’epoca

di - 8 Luglio 2018
È scomparso questa mattina, a Roma, Carlo Vanzina, regista, sceneggiatore, produttore, padre del cinepanettone e di personaggi diventati icone del cinema italiano, come quelli interpretati da Diego Abatantuono e dalla coppia Boldi-De Sica. Insieme al fratello, Enrico, ha raccontato in oltre 60 film i molti vizi di un’Italia spensierata e goliardica, delineando, in maniera lieve, gli eccessi di vitalità, le nostalgie e le crisi di identità di determinate fasce sociali. ‹‹Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia, ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese››, si legge nella nota della famiglia.
Nato a Roma il 13 marzo del 1951, Carlo crebbe nel mondo del cinema, il padre era il grande Stefano Steno Vanzina – con il quale collaborò anche per “Anastasia mio fratello”, del 1973 – e per casa spesso passavano personalità come Totò, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Ennio Flaiano, Mario Camerini e Dino Risi. Diplomatosi alla scuola francese Chateaubriand di Roma, iniziò la carriera nei primi anni ’70, lavorando come aiuto regista di Mario Monicelli nei film “Brancaleone alle crociate” (1970) e poi ne ‘”La mortadella” (1971). Dopo aver collaborato con Alberto Sordi per “Polvere di stelle”, nel 1973, nel 1976 girò il suo primo film, “Luna di miele in tre”, scritto dal fratello Enrico e con Renato Pozzetto come protagonista. Da allora, una carriera di quarant’anni e circa 60 titoli, da “Eccezzziunale…veramente” a “Sapore di mare”, il più amato, da “Yuppies. I giovani di successo” a “Febbre da cavallo. La mandrakata”, con incursioni anche in altri generi, come per il thriller “Sotto il vestito niente”.
‹‹Carlo Vanzina è stato il signore della commedia all’italiana. Le sue pellicole hanno lasciato il segno e caratterizzato un’epoca››, ha scritto su Facebook il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli. ‹‹Mio caro amico, persona squisita, persona perbene, ha lottato per mesi come un leone. Sono veramente triste››, sono le parole di Carlo Verdone.

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