47 artisti per sei storie: Manifesta 13 Marsiglia svela nomi e progetti

di - 9 Giugno 2020

47 artisti per sei storie parallele: ecco la forma che assumerà Manifesta, la Biennale itinerante che, per la sua tredicesima edizione, con coraggio e in controtendenza, promette di coinvolgere tutta Marsiglia, dopo aver ufficializzato anche la prossima città, Pristina, in Kosovo. Sei le sedi principali per coinvolgere tutta la città francese, quindi, che corrisponderanno ad altrettante sotto trame, a partire dal tema principale, “Traits d’union.s”: The Home, The Refuge, The Almshouse, The Port, The Park, The School. Le mostre apriranno in successione serrata, dal 28 agosto al 9 ottobre, e saranno visibili contemporaneamente fino al 29 novembre 2020, presentando nomi noti ed emergenti dell’arte contemporanea internazionale, dalla grande Anna Boghiguian ai bravi Benjamin de Burca & Barbara Wagner, autori dell’interessantissimo Padiglione Brasile alla Biennale di Venezia.

«Marsiglia Ăš segnata da un transito senza fine. È in sito di continui arrivi e partenze. Allo stesso tempo, Marsiglia Ăš l’epitome della resistenza e ha sempre offerto momenti unici di tensione. È una cittĂ  con una eccezionale matrice europea. Le sue infinite storie e le biografie informano la sua esistenza lenticolare, resistendo a qualunque categorizzazione schematica. Marsiglia non ha una identitĂ  singola», spiegano dall’organizzazione. Proseguendo la metodologia relazionale che caratterizza Manifesta, ancheTraits d’union.s proporrĂ  una serie di attivitĂ  sul territorio e in collaborazione con le istituzioni culturali, per sviluppare nuove forme di collettivitĂ .

«Non abbiamo mai pensato a Manifesta 13 Marsiglia come un punto fermo ma sempre come a un trattino, o meglio a vari trattini – come i tratti di unione – come in un gesto di aggregazione. Tuttavia, ci troviamo in una situazione in cui la realtĂ  amplifica o esalta alcuni dei nostri pensieri latenti, dei nostri sogni o incubi. Improvvisamente, tra tutte le difficoltĂ  di questo momento, capisci quanto sia urgente che l’arte possa parlare di questo tempi incerti», hanno commentato i membri del team artistico di Manifesta 13, composto da Katerina Chuchalina, chief curator della V-A-C Foundation di Mosca, Stefan KalmĂĄr, direttore dell’ICA di Londra, e Alya Sebti, direttore di ifa gallery, a Berlino.

«Manifesta 13’s Traits d’union.s riflette sui problemi cruciali che sono un imperativo a Marsiglia ma si riflettono anche in tutto il mondo. Il team e tutti i partecipanti hanno affrontato, sia singolarmente che collettivamente, tutti i problemi che sono diventati sempre piĂč importanti, alla luce dei recenti avvenimenti. Il pubblico locale e internazionale potrĂ  vedere in Marsiglia una lente da cui inquadrare criticitĂ  golabli. Allo stesso tempo, la cittĂ  offre modelli alternativi e passaggi chiave nei processi di trasformazione», ha dichiarato Hedwig Fijen, direttore di Manifesta.

Manifesta 13 Marsiglia: storie e artisti di Traits d’union.s

Il 28 agosto si inizia al MusĂ©e Grobet LabadiĂ©, con “The Home: Rentals, Experiences, Places”, che affronterĂ  il tema dell’housing, tra migrazione e gentrificazione, sviluppo urbano e inquinamento. Gli artisti partecipanti sono Black Quantum Futurism* (Collective, US), Martine Derain, Lukas Duwenhögger, Jana Euler, Ken Okiishi, Cameron Rowland, Reena Spaulings, Arseny Zhilyaev.

L’11 settembre, al MusĂ©e Cantini, aprirĂ  “The Refuge: Waiting for New Beginnings”, incentrata sulla ricerca delle tracce delle migrazioni negli oggetti di uso quotidiano, a partire da un evento storico. Negli anni dell’occupazione nazista in Francia, molti artisti e intellettuali perseguitati, tra cui Wifredo Lam, Jacqueline Lamba, Victor Serge, Anna Seghers, Hannah Arendt, AndrĂ© Breton, Claude LĂ©vi-Strauss, Marcel Duchamp, trovarono rifugio a Villa Air Bel, castello del diplomatico americano Varian Fry.

Ancora l’11 settembre, al Centre de la Vieille CharitĂ© aprirĂ  “The Almshouse: The Odd, The Poetic and The Possible”, dedicata allo stratificato paesaggio linguistico di Marsiglia. Tra gli artisti partecipanti, Hannah Black, Anna Boghiguian, il collettivo Aoziz (BĂ©atrice Pedraza, Ludovic Mohamed Zahed, Andrew Graham), Judith Scott, Dennis Cooper and GisĂšle Vienne, Pauline Curnier Jardin, Lionel Soukaz, Reena Spaulings, con opere storiche di Antonin Artaud, Georges Bataille, Pierre Guyotat, Arthur Rimbaud, HĂ©lĂšne Smith, Dennis Cooper & Zac Farley e AndrĂ© Acquart.

Sempre l’11 settembre, al Centre Bourse e al MusĂ©e d’Histoire de Marseille, “The Port: Where Histories Lie”, con Yassine Balbzioui, Samia Henni, Sara Ouhaddo.

Il 25 settembre, al MusĂ©e des Beaux-Arts e al MusĂ©um d’histoire naturelle, “The Park: Becoming a Body of Water”, che investigherĂ  le connessioni tra natura e cultura, tra esseri umani e altre creature viventi, a partire dalla storia dei due musei. Gli artisti coinvolti in questo progetto sono Minia Biabiany, Center for Creative Ecologies (collettivo composto da Isabelle Carbonell, Hannah Meszaros Martin, T. J. Demos), Ali Cherri, Peter Fend, Mathieu Kleyebe Abonnenc, Amy Lien & Enzo Camacho, Reena Spaulings.

Infine, il 9 ottobre, al Conservatoire National Ă  Rayonnement RĂ©gional, “The School: The Sonorous, The Audible and The Silenced”, con Yalda Afsah, Mounir Ayache, Mohamed Bourouissa, Julien Creuzet, Benjamin de Burca & Barbara Wagner, Ymane Fakhir, Tuan Andrew Nguyen, Reena Spaulings. Dall’11 settembre, saranno giĂ  visitabili i lavori di Calla Henkel & Max Pitegoff, Philippe Pujol e Sara Sadik.

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