A Torino, Archivissima e la Notte degli Archivi tornano in versione live e digital

di - 9 Giugno 2021

Sono circa 300 gli archivi di enti pubblici, istituti culturali e grandi aziende che hanno aderito all’edizione 2021 di Archivissima, provenienti da quasi tutte le regioni italiane, garantendo un’analisi approfondita del nostro Paese sotto i punti di vista culturale, economico e sociale. Hanno partecipato inoltre 10 reti archivistiche fra cui la Rete degli Archivi dei Movimenti – che raccoglie 11 archivi di tutta Italia impegnati nello studio delle rivendicazioni sociali – e la Rete Genere, Generazioni, Femminismi che include cinque archivi dedicate alle tematiche femministe.

Triennale di Milano

Il tema del festival è “#generazioni”: portatrici di cambiamenti più o meno dirompenti, sono fondamentali nella creazione della nostra cultura attraverso fermenti e nuove tendenze. L’evento torinese fa vivere il tema attraverso gli ambiti diversi – biologico, creativo, cronologico, generativo, psicoanalitico, sociale – che la parola ha attraversato nel corso della storia. Gli archivi qui sono spazi di custodia e strumenti di conservazione della memoria collettiva, veri e propri ponti di collegamento generazionale e fondamentali per la tutela dell’identità collettiva. Le #generazioni nel festival vengono interpretate attraverso diverse modalità ed alcune di queste sono le performance di tre artiste – Francesca Arri, Emanuela Ascari e Manuela Macco – che, attraverso la loro poetica, affrontano diversi concetti del tema generazionale e lasceranno in mostra, ognuna di loro, tre oggetti provenienti dalle performance una volta concluse che fungono da contenitore dell’esperienza appena accaduta.

Visuale mostra Phylum, performance Manuela Maccomore
Visuale mostra Phylum, performance Francesca Arrimore
Dettaglio performance Manuela Maccomore

Anche la mostra di Archivissima, “Phylum | Generazioni d’archivio”, inaugurata il 3 giugno e visitabile per tutta la durata del festival, ripercorre il fil rouge delle generazioni: i contenuti degli archivi all’interno dell’esposizione raccolgono oltre un secolo di narrazioni, dimostrandosi come testimonianza fondamentale dell’identità collettiva. Mentre la Galleria delle immagini del Polo del ‘900, durante i giorni di Archivissima, ospita l’allestimento di Irene Dionisio “Il pensiero in meno”, che si propone di indagare sullo spazio, sul ruolo e sul potere del pensiero oggi in Occidente. Grande ritorno di questa edizione sono i podcast del festival, curati dalla giornalista Valentina De Poli che accompagnerà gli ascoltatori verso la scoperta dei documenti e delle carte conservati presso l’Archivio Intesa Sanpaolo, Rai Teche, Archivio Michele De Lucchi, Archivio Fondazione Sandro Penna Fuori! e, infine, l’Archivio del Museo dei Diari di Pieve S.Stefano.

Fondazione Renzo Piano

«La magia degli archivi permette a ciascuno di noi di ascoltare e di esprimersi anche oltre le barriere del tempo e delle generazioni», ha affermato il presidente dell’associazione Archivissima, Andrea Montorio. «Credo che intorno a questo tema gli archivi, di qualunque genere, abbiano davvero molto da raccontare anche al pubblico che ancora non li conosce».

Cineteca di Bologna

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