ArtVerona e l’idea di un’Italia dell’arte

di - 15 Ottobre 2022

Dal yellow carpet firmato da Stefano Arienti con il supporto dell’azienda aquafil, curiosa rielaborazione di una incisione di Giovanni Battista Piranesi, si apre la 17ma edizione di ArtVerona, la terza curata da Stefano Raimondi, riconfermato per i prossimi due anni.
Segno di fiducia per una fiera che quest’anno conta un 20 per cento di nuove partecipazioni, su un totale di 140 gallerie.
«Vogliamo puntare su un’esperienza specifica, legata all’italianità, senza dover rincorrere i grandi players internazionali, perché questa è l’identità di ArtVerona – spiega Raimondi – ed è questa caratteristica che pubblico e collezionisti ricercano».
Una fotografia anche della frammentazione artistica italiana, che da sempre offre caratteristiche peculiari a seconda delle geografie della penisola, e che a Verona permette di spaziare con lo sguardo da Lunetta (Cuneo) a Palermo a Belluno, raccontando con le opere e gli artisti anche veri e propri territori. Il che, per chi sceglie di percorrere altre strade anche collezionistiche, non è affatto male.
Ovviamente, però, l’asticella della qualità deve continuare ad alzarsi e in filigrana, in effetti, si scorge una fiera che migliora anche sotto un punto di vista “estetico”: un percorso chiaro, arioso, con una serie di belle proposte e piacevoli stand.

Marina Apollonio, Spazio ad attivazione cinetica, ArtVerona 2022, ph. Ennevi

Quello che è sembrato un po’ mancare nelle prime ore di apertura – ma i numeri si daranno ufficialmente domenica sera – è stata l’affluenza di addetti ai lavori: che sia stato un inciampo riportare l’opening il giovedì sera anziché lasciarlo, com’è stato negli ultimi anni, il venerdì mattina?
O forse, come riportano molti galleristi, si tratta più di un fenomeno dovuto alla crisi sociale ed economica che si sta abbattendo sull’Italia e che sta letteralmente facendo sparire la cosiddetta classe media che sempre più a fatica può permettersi, nelle intenzioni come nella realtà, di investire in arte?
Un argomento spinoso, di cui forse bisognerebbe dibattere più approfonditamente anche per immaginare quello che potrebbe essere il futuro di queste manifestazioni.

ArtVerona2022, Veronafiere, Foto Ennevi

Tra le novità più interessanti della fiera ci sono le opere storiche della sezione Habitat: Marina Apollonio, Ugo La Pietra, Nanda Vigo e Luciano Fabro, con la bellissima installazione del 1986 Nord Sud Est e Ovest giocano a shangai. Un modo per riscoprire e valorizzare gli archivi, spiega il direttore, e che ben dialoga con le proposte del Padiglione 11 dedicato all’arte moderna, quest’anno particolarmente rigoroso negli allestimenti.

Galleria Giampaolo Abbondio, ArtVerona2022, Veronafiere, Foto Ennevi

«Verona in questi anni è stata anche una fiera di lancio per nuove gallerie che qui si sono consolidate e che oggi tornano qui in nome di una trazione che è sempre importante conservare», continua Raimondi.
A proposito di gallerie affermate e internazionali è interessante scoprire i giovani della sezione Introduction, segnalati da diverse gallerie establisheds e curata da Giacinto di Pietrantonio: una delle aree che di solito funziona meglio a livello di vendite, visto che la fiducia riposta dai collezionisti nei confronti dei “padri segnalatori” si riversa sugli esordienti.
Tra i partecipanti della Main Section va sicuramente menzionata la Galleria Giampaolo Abbondio, con un bello stand monografico dedicato alla ricerca dell’artista Elena Bellantoni e Monitor, che presenta un solo show estremamente curato del pittore Thomas Braida.
Segno che a volte, anziché abbondare, è più utile architettare un piano unitario. Sperando che poi, tornando sempre laddove il dente duole, possa pagare in fatto di affari.

Thomas Braida solo presentation, installation view at ArVerona 2022, Courtesy Monitor Rome, Lisbon, Pereto (AQ) ph. Danilo Donzelli

Se invece siete tra quelli che hanno percepito un po’ di omologazione nelle scelte dei galleristi, e dunque un po’ di monotonia nella passeggiata, vi consigliamo di osservare più da vicino i giovani di LABS, gli spazi indipendenti. Tra i più originali c’è Casa Capra, spazio di Schio (Vicenza) fondato da Saverio Bonato che da cinque anni, all’interno di un appartamento, porta avanti – a proposito di promozione e sostegno del territorio – una ricerca con una serie di artisti, curatori e scrittori dell’area veneta. E che per l’occasione festeggia con un catalogo che ha tutta l’aria di essere un libro d’artista.

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

BOOMing Contemporary Art Show torna a Bologna nel segno della riconciliazione

Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova…

20 Gennaio 2026 0:02
  • Arte moderna

Dentro Il Quarto Stato: Pellizza da Volpedo e la costruzione di un’immagine collettiva

Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…

19 Gennaio 2026 19:20
  • Progetti e iniziative

L’arte esce dai Musei con COM, il progetto guidato dall’Accademia di Carrara

Accademie, Conservatori e Università insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dall’Accademia di Belle Arti…

19 Gennaio 2026 18:22
  • Personaggi

Addio a Valentino Garavani: morto a 93 anni il re della couture

È morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…

19 Gennaio 2026 18:07
  • Mercato

Singapore è il luogo ideale per una fiera internazionale

Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…

19 Gennaio 2026 13:48
  • Teatro

Shirin Neshat debutta nella regia lirica, con Orfeo ed Euridice al Teatro Regio di Parma

La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…

19 Gennaio 2026 13:30