Leggendo qua e là tracciare un profilo per Artissima 2021 non è difficile. Adesso sorprendimi: cosa ancora non hai detto su questa edizione?
Non vi ho detto che dopo un anno di stop Artissima vi coglierĂ in âcontrotempoâ per la qualitĂ degli stand e per il talento degli artisti presentati. Guardando ai progetti inviati dalle gallerie mi sono innamorata ancora una volta dellâarte contemporanea e di tutto quello che può darci. Tra le novitĂ di cui non vi ho ancora parlato câè Sufing NFT che intende offrire un nuovo punto di vista alla concezione contemporanea degli NFT e del loro rapporto con lâarte contemporanea. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Moderna e Contemporanea CRT, Artissima offrirĂ un premio di produzione di 8.000 euro a cinque artisti esposti in fiera e alle rispettive gallerie per realizzare unâopera digitale registrata con NFT su blockchain.
Tra le altre cose, sono particolarmente felice di riportare in fiera le storiche sezioni curate atterrate nellâanno pandemia sulla coinvolgente piattaforma online Artissima XYZ powered by Fondazione Compagnia di Sanpaolo. Lâallestimento seguirĂ la forma delle lettere e su schermi dedicati saranno visibili i contenuti curati da Ordet. Per tutto il resto vi aspetto a Torino!
DallâUnplugged dellâanno passato al Controtempo del 2021, lasci la direzione di Artissima mettendo in musica due annate difficili. Potrei chiederti cosa porterai di questa esperienza nel tuo futuro lavorativo, e lo faccio anche. Oltre che professionalmente però, umanamente come ti hanno cambiato cinque anni di fiera?
Lavorare ad Artissima per cinque anni è come fare contemporaneamente tre master in gestione di eventi culturali, in pubblica amministrazione e in comunicazione e marketing culturale! Credo di essermi diplomata in tutti e tre, mentre avevo giĂ le competenze curatoriali e storico-artistiche. A parte gli scherzi, la capacitĂ e professionalitĂ del team e le diverse competenze che ruotano intorno alla fiera rendono lavorare per Artissima unâoccasione unica in cui si impara tutto sul funzionamento del mondo dellâarte e delle gallerie. Lâimportanza di questâultime resta impareggiabile nello scrivere la storia dellâarte e nellâindirizzarne gli sviluppi futuri. Umanamente sono invecchiata, ho molti capelli grigi! Ma il mio entusiasmo è rinnovato. Ho lavorato con delle donne fantastiche che spero di poter chiamare amiche. Con i progetti speciali ho avuto la possibilitĂ di continuare a collaborare direttamente con gli artisti che è sempre unâesperienza meravigliosa. E ho imparato a delegare, non è facile, ma è un passaggio cruciale per poter lavorare a progetti grandi e complessi.
Quando viene presentato un evento, fieristico e non solo, è sempre tutto â passami il termine â âmeravigliosamente perfettoâ. E ci mancherebbe, per caritĂ . Ma apriamo il confessionale: câè un minimo rimpianto, qualcosa che avresti voluto fosse e in questi cinque anni non è stato?
Per noi che lavoriamo dentro lâevento niente è mai perfetto, è un continuo aggiustare le cose nei minimi dettagli, un continuo perfezionare⌠ma da fuori nessuno se ne accorge!
Rimpianti⌠Sicuramente mi sarebbe piaciuto lavorare di piĂš sullo spazio pubblico attivando sinergie costruttive, per esempio con Luci dâArtista. Il piĂš grande rimpianto è non aver convinto la cittĂ ad affidarci lo spazio di Torino Esposizioni di Pier Luigi Nervi come sede a lungo termine per poter restaurare un gioiello dellâarchitettura italiana e riportare Artissima nella sede in cui lâho vista la prima volta nel 2001.
Ultima domanda dellâultima intervista da direttrice: buoni propositi post-Artissima?
Il primo proposito è ricominciare a fare sport. Lavorare per unâistituzione e continuare a dirigere il Master in Contemporary Art Markets alla Naba Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. Ma non parliamo del dopo. Siamo nel pieno del rush finale e la grinta e la concentrazione ora sono tutte per Artissima!