7 sezioni, 154 gallerie, 37 paesi. Queste le misure perfette di Artissima 2021, che con il 56% di espositori stranieri si conferma anche la fiera italiana più amata all’estero.
Di cifre da sciorinare ce ne sarebbero ancora (tipo i 9 premi da assegnare, i 20mila mq di esposizione all’Oval, gli oltre 50 membri impegnati tra giurie e iniziative), ma questa “Artissima atto ventottesimo” si lascia caratterizzare più che dai freddi numeri dalla capacità di rinnovarsi mantenendo la propria identità.
Da 5 al 7 novembre riconquistano l’Oval le inossidabili sezioni Main Section, Dialogue/Monologue, New Entries e Art Spaces & Editions. Dall’esperienza del 2020 poi non poteva che tornare Artissima XYZ, la “scatola digitale” in cui la fiera ha inserito le sezioni Present future (curata da Ilaria Gianni e Fernanda Brenner), Back to the future (Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar) e Disegni (Letizia Ragaglia e Bettina Steinbrügge). Con un twist però: quest’anno le tre sezioni presenteranno altrettante mostre “d’appendice” all’Oval.
Tra la lista delle novità s’inserisce invece l’Hub India – Maximum Minimum, focus areale curato da Myna Mukherjee e Davide Quadrio, in collaborazione con Emami Art.
Novità anche in zona partnership e progetti, con l’arrivo di Intesa San Paolo; main partner che porta in dote il progetto Rimbalzi, mostra fotografica (on line su artissima.art dal 3 novembre al 5 dicembre) a cura di Barbara Costa – responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo – e Ilaria Bonacossa.
Non mancano infine all’appello i partner su cui Artissima può contare da anni, tra i quali illycaffè, Jaguar Land Rover, Treccani, Torino Social Impact.
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