Paratissima al completo: Olga Gambari nominata nuova direttrice

di - 1 Aprile 2021

Olga Gambari è stata scelta come nuova direttrice artistica di Paratissima. L’annuncio arriva a pochi mesi dalla nomina di Laura Milani a presidente della fiera di Torino che, dedicata in particolare agli artisti emergenti, negli ultimi tempi, anche a causa della situazione di emergenza, si sta proponendo sempre più come un format culturale ed espositivo. E adesso, completato il board con due figure che lavoreranno in sintonia, Paratissima è pronta a evolvere nuovamente, guardando ai 15 anni di esperienza.

La nuova via di Paratissima, dal Maestro Lindbergh all’ARTiglieria

«La scelta di affidare a Olga Gambari il fil rouge artistico del prossimo futuro di Paratissima è una scelta mirata e felice», ha dichiarato Milani. «Ho riconosciuto in lei professionalità, sensibilità e capacità di visione che saranno elementi indispensabili per attuare e raccontare con puntualità la crescita di questa realtà unica, in profonda trasformazione. Sono entusiasta di intraprendere con lei e con tutto lo staff un percorso fatto di step importanti e coerenti al fine di raggiungere obiettivi ambiziosi. Si apre una nuova era, più articolata e complessa, che potrà contare su molteplici competenze e diversi livelli di intervento», ha continuato la presidente, che ha anticipato anche qualcosa sui programmi del futuro prossimo. «Paratissima durerà un anno, tutti gli anni. C’è moltissimo da fare e non vediamo l’ora di dare vita a tutti i nuovi eventi in programma. Ringrazio Francesca Canfora per il grande lavoro svolto in tanti anni di passione e dedizione. Francesca resterà a bordo occupandosi in particolare di NICE, il master per curatori che quest’anno passa da una a due edizioni, e di altri possibili progetti in ambito education».

Nella nuova impostazione, grandi mostre dialogheranno con i progetti che vedono protagonista l’arte emergente. Questo il canovaccio che verrà seguito da Paratissima e si parte già a maggio 2021, con “Untold Stories”, l’ultima mostra curata dal grande fotografo tedesco Peter Lindbergh e che sarà allestita e visitabile, compatibilmente con le direttive del governo rispetto all’emergenza sanitaria, nell’attuale sede della fiera, all’ex Accademia Artiglieria. Proprio lo spazio dell’ARTiglieria diventerà un punto di riferimento per la città, ospitando progetti ed eventi di natura diversa ed entrando nel tessuto culturale quotidiano, in dialogo con realtà istituzionali e indipendenti.

La biografia di Olga Gambari, nuova direttrice di Paratissima

Curatrice indipendente, critica d’arte e giornalista, Olga Gambari collabora dal 1996 con il quotidiano La Repubblica e ha collaborato per 15 anni con la rivista Flash Art. È stata direttrice responsabile del progetto editoriale artesera.it. Dal 2013, per tre edizioni, è stata direttrice artistica di The Others Art Fair, altra fiera di Torino dedicata all’arte indipendente. Dal 2015 è direttrice artistica del network internazionale di arte indipendente NESXT.

Ha sviluppato decine di progetti curatoriali per spazi privati e per pubbliche istituzioni. È docente allo IED- Istituto Europeo di Design e ha lavorato con molti giovani artisti così come con nomi storici, italiani e internazionali. Al centro della sua ricerca e della sua progettualità l’idea dell’arte come luogo di sperimentazione multidisciplinare, laboratorio di pratiche e spazio pubblico.

«In questa rigenerazione, i concetti fondamentali dell’identità di Paratissima sono ripresi e mantenuti: l’arte come luogo condiviso, spazio accogliente, sociale dove si è tutti cittadini, con un’energia benefica del rapporto e dello scambio. Un posto dove vivere l’esperienza di un mondo che non è a parte ma cerca il dialogo con tutti i pubblici, che ritiene il territorio di appartenenza importante come quello nazionale, che sceglie di essere sia stanziale sia nomadica, partendo da Torino per arrivare fino a Milano, Venezia, Bologna e poi chissà», ha spiegato Gambari.

«Con questa pluralità di sguardi, ogni campo artistico e concettuale è interessante da conoscere, ogni linguaggio creativo, soprattutto nella dimensione della contaminazione culturale, dell’attraversamento di generi e linguaggi. Una libertà progettuale e di visione intesa come pratica rigorosa, ricerca, cura, labor limae».

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