Paris Internationale Milano: istruzioni per l’uso

di - 18 Aprile 2026

Paris Internationale Milano è finalmente arrivata e dal 18 al 21 aprile è ospite d’eccezione tra le vetrate di Palazzo Galbani. Con 34 gallerie internazionali, tra artisti emergenti e grandi maestri, la fiera parigina inaugura la sua prima edizione internazionale. Nata nel 2015 come una iniziativa collegiale, Paris Internationale propone un modello alternativo alle tradizionali fiere d’arte, il cui obiettivo è quello di supportare la nuova generazione di galleristi offrendo un format accessibile e collaborativo: «una fiera dalle gallerie per le gallerie», come ha raccontato a exibart la direttrice Silvia Ammons in un’intervista (si legge qui, e sull’ultimo numero cartaceo). Ecco un piccolo vademecum per muoversi tra le meraviglie di questa prima edizione di Paris Internationale Milano.

Paris Internationale Milano 2026. Deborah Schamoni, Monaco di Baviera. Ph.SebastianoPellion

Appena entrati nell’edificio, si ha giusto il tempo di dare un’occhiata all’ingresso di via Flizi 25 perché l’esposizione vera e propria incomincia al primo piano e si sviluppa verticalmente per altri quattro livelli. A svelare – letteralmente – il Level 1 ecco Martina Simeti con le opere di Alek O e Santo Tolone. Subito in sequenza, girando a destra vediamo una carrellata di piccoli disegni di Lenora Carrington da Galerie 1900 2000 in dialogo con le polaroid di Julien Carryen da Cervécoeur, mentre in fondo è impossibile non notare il booth di Vistamare con Anna Franceschini e la sua Villa Straylight. Tornando a sinistra, e passando per gli stand di Piktogram, Sun Works, C / O Bardi ed Emanuela Campoli, saliamo quindi al Level 2. Qui tra le varie gallerie troviamo Ciaccia Levi – una delle fondatrici di Paris Internationale – con le grandi tele colorate di Ibuki Inoue, giovane artista giapponese classe 2002.

Courtesy of the gallery Martina Simeti, Milan, and Santo Tolone
Paris Internationale Milano 2026. Ciaccia Levi, Paris – Milano. Ph.SebastianoPellion

Non lontano, la coppia Lia Rumma / Keteleer racconta la riflessione di Luca Monterastrelli che gioca sul filo del bassorilievo urbano, sospeso tra pornografia e propaganda. Esattamente all’estremo opposto, si può incontrare uno dei progetti più toccanti di questo piano: Current Plans, Hong Kong, presenta le opere di Ying Bo. Una serie di fotografie – già esposta alla biennale di Hong Kong – recuperate da un album di famiglia, ritrovato tra le macerie di una casa distrutta da un ciclone, viene riproposta a Paris Internationale Milano incorniciata dall’artista in  vari “passe-partout” realizzati con vecchie camicie del padre e circondata da oggetti della sua infanzia. E siamo solo a metà percorso. Salendo al Level 3 troviamo uno dei tanti special projects sparsi tra i vari piani: le sculture di Ambra Castagnetti da Francesca Minini, tra cui spicca Kobraltar (2023) una flessuosa statua di bronzo, cera e cristalli. La terza sezione ospita anche l’Area Talk. Si, perchè, per la sua prima edizione milanese, Paris Internationale ha organizzato fino a martedì una fitta programmazione di eventi e dérives che, tra talk e firmacopie, prevede anche una performance di Villiam Miklos Andersen e Walter Bernath curata da Gabriele Tosi in collaborazione con Fondazione Elpis.

Paris Internationale Milano 2026 Lia Rumma, Napoli Milano ph. Sebastiano Pellion

Arrivati in cima, al Level 7, ci aspetta il gran finale: tra gli spazi più suggestivi di via Flizi 25, il settimo piano di palazzo Galbani accoglie i progetti più ambiziosi della fiera come Anthea Hamilton e il suo Shibari Desk (2025) nel corner di kaufmann repetto; l’artista rielabora su larga scala l’oshibako giapponese e lo impreziosisce con l’antica tecnica del rankaku, che impiega l’utilizzo di gusci di uova di quaglia per decorare solitamente oggetti di dimensioni ridotte. Tornando indietro troviamo invece Gregor Staiger, con i paesaggi atmosferici di Caroline Bachmann, mentre al centro del salone Luisa Delle Piane mette in dialogo Gaetano Pesce con Giovanni De Francesco; infine sul lato sinistro la ginevrina Galerie Mezzanin espone la monumentale installazione di Lou Masduraud dal titolo Self-portrait as fountain of you (identity crisis) (2025). Ma questi sono solo alcuni dei lavori presenti in mostra, perché ce n’è davvero per tutti. Nonostante le dimensioni relativamente contenute, la fiera nomade parigina si presenta come un ambiente in cui progetti emergenti e player più strutturati coesistono sullo stesso piano all’interno di una cornice trasparente, informale e iper contemporanea, confermandosi, anche in Italia, come un contesto ottimale per incentivare un dialogo autentico, tra sperimentazione e scambio culturale.

Paris Internationale Milano 2026. Franco Noero,Torino. Ph.SebastianoPellion
Paris Internationale Milano 2026. Joceline Wolff, Parigi. Ph.SebastianoPelliom

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