Hong Kong è stato negli ultimi mesi una delle realtà che ha dovuto confrontarsi più duramente con la condizione di emergenza sanitaria attuale. Questo ha quindi influito sul mondo dell’arte e del suo mercato portando alla cancellazione di importanti eventi. Tra questi si annovera infatti la “March art week” in cui hanno luogo Art Basel e Art Central. Tutto ciò ha quindi compromesso notevolmente la situazione finanziaria di gallerie e artisti. L’associazione delle gallerie di Hong Kong ha quindi istituito UNSCHEDULED, una fiera della durata di 10 giorni per risollevare economicamente la scena culturale locale. L’iniziativa avrà luogo dal 17 al 27 di giungo e si troverà all’interno del Duplex Studio situato a Tai Kwun.
Dodici sono le gallerie selezionate per questa iniziativa che si propone di creare una rete di connessioni e di vendite tra i partecipanti. Anche lo spazio, realizzato in collaborazione con BEAU Architects, risponde quindi a tale scopo strutturandosi come un piano a pianta libera. Tale scelta architettonica, unita al fatto che ogni galleria possa presentare un solo artista, ha reso UNSCHEDULED un ibrido tra una fiera e un’esposizione museale. Ciò è infatti percepibile anche nella scelta delle gallerie partecipanti che un team di curatori e artisti indipendenti, come Ying Knok e Sara Wong, ha selezionato. Nella scelta grande importanza è stata data poi alla correlazione tra gli artisti proposti e il focus di UNSCHEDULED che è incentrato sull’arte moderna e contemporanea relazionata al territorio asiatico.
L’organizzazione dell’iniziativa è stata infine gestita da alcuni membri direttivi dell’associazione tra cui Willem Molesworth e Fabio Rossi.
Per adattarsi alle misure di sicurezza e di sanificazione attualmente in atto, gli organizzatori hanno inoltre deciso di erogare i biglietti a tempo, così da evitare un sovraffollamento degli spazi.
Gli organizzatori di UNSCHEDULED hanno infine deciso di devolvere parte del ricavato dei biglietti alle gallerie partecipanti e all’ente benefico Hands On Hong Kong. Quest’ultima scelta è quindi un modo per onorare l’ente e il suo operato nei confronti delle persone maggiormente colpite dalla pandemia.
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