New home Historical Archive La Biennale di Venezia Ph by Andrea Avezzù
L’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale (ASAC) custodisce e documenta l’attività della Fondazione fin dalla primissima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895. Si tratta di un patrimonio documentale straordinario che raccoglie e mappa le evoluzioni di tutte le discipline che hanno attraversato la storia della Biennale: arte, architettura, cinema, danza, musica e teatro.
Ora, a 131 anni dalla sua nascita (quando ancora si trattava di poco più che un insieme di scatoloni ripieni di carteggi a Palazzo Ducale), l’istituzione si accinge a un importante trasloco, lasciando definitivamente i padiglioni del VEGA di Marghera per stabilirsi nel cuore pulsante dell’Arsenale, all’interno degli storici ex Magazzini del Ferro adiacenti alle Corderie. L’infrastruttura, resa possibile da un importante cantiere di recupero, connette così in un unico spazio (di ben 8.000 metri quadrati!) la tutela della memoria storica e la produzione artistica del presente.
Mentre la Biblioteca specializzata (con oltre 164.000 volumi e 3.200 periodici) rimarrà collocata al Padiglione Centrale dei Giardini, il cuore pulsante del Fondo Storico si trasferisce dunque all’Arsenale. Questo immenso patrimonio comprende oltre 10.000 fascicoli storici, affiancati da una ricchissima fototeca, una mediateca, manifesti, rassegne stampa e materiali eterogenei che spaziano dai carteggi d’artista ai supporti audiovisivi, dalle partiture musicali ai dischi in vinile, fino a vere e proprie opere d’arte.
Nel 2021, per valorizzare questa immensa eredità, è nato il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee. Da quel momento, l’Archivio ha smesso di essere un semplice deposito per trasformarsi in un luogo di riferimento scientifico per università, studenti e istituzioni internazionali. I materiali d’archivio generano così nuove ricerche e offrono ai Direttori Artistici dei diversi settori l’opportunità di confrontarsi con la storia per sviluppare percorsi espositivi inediti, progetti speciali e attività per i giovani dei Biennale College.
I lavori di riqualificazione, avviati nel marzo 2024 e conclusi nel perfetto rispetto del cronoprogramma, hanno previsto un investimento complessivo di oltre 38 milioni di euro interamente stanziati dal Ministero della Cultura. L’intervento ha permesso il recupero e il restauro conservativo di cinque edifici storici accorpati tra loro nell’area dell’Arsenale Sud, che si estendono per oltre 200 metri parallelamente alle Corderie. Questo cantiere rappresenta l’opera trainante di un più ampio piano di sviluppo da 169 milioni di euro che interessa 22 interventi strutturali della Biennale distribuiti tra i Giardini, il Lido, Forte Marghera e la terraferma.
La nuova sede è stata progettata come un’infrastruttura tecnologica all’avanguardia: la capacità di archiviazione fisica viene notevolmente potenziata, non solo per la moltiplicazione dei metri quadrati a disposizione ma anche grazie alla creazione di spazi interni che ospiteranno scaffalature compattabili su più livelli, laboratori di restauro, ambienti per la catalogazione e speciali box climatici capaci di garantire le condizioni adatte alla tutela dei materiali cartacei e multimediali, parallelamente a un massiccio piano di digitalizzazione dei fondi audio, video e fotografici.
Per celebrare il trasferimento definitivo della memoria nel cuore delle attività espositive, i Direttori Artistici della Biennale hanno curato un palinsesto speciale di performance e incontri.
L’1 e il 2 giugno, negli spazi dell’Arsenale si alternano interventi performativi interdisciplinari, tra cui il progetto coreografico guidato dall’intelligenza artificiale Body as Archive (a cura di Wayne McGregor), le azioni performative degli artisti Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak, e la performance teatrale sulla memoria curata da Willem Dafoe a partire proprio dai materiali storici dell’Archivio. Il 2 giugno spazio anche a una lecture degli architetti Wang Shu e Lu Wenyu, curatori della prossima Biennale Architettura, una conversazione sul cinema con Alberto Barbera e un concerto serale di Caterina Barbieri, pensato per l’acustica dei nuovi spazi.
Il 3 giugno, la nuova sede dell’Archivio Storico aprirà invece ufficialmente le porte al pubblico per una giornata di visite libere.
Al termine delle giornate di inaugurazione, proseguiranno le delicate operazioni di trasferimento definitivo dei materiali e dei fondi documentali da Marghera all’Arsenale, che dovrebbe concludersi, secondo quanto comunicato, entro la fine dell’anno.
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