Un'immagine tratta da This is a Robbery: The World's Biggest Art Heist, la serie Netflix che cerca di far chiarezza sulla rapina avvenuta oltre 30 anni fa all'Isabella Stewart Gardner di Boston. Courtesy Netflix.
Risale a 30 anni fa la misteriosa e intrigante rapina all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e, a ripercorrerne le vicende, è la nuova miniserie prodotta da Netflix, This is a Robbery: The World’s Biggest Art Heist, diretta da Colin Barnicle.
Nel corso delle quattro puntate di This is a Robbery il regista e suo fratello Nick indagano sui fatti avvenuti. Il valore delle opere rubate dall’Isabella Stewart Gardner di Boston ammonta a oltre 500 milioni di dollari. Le opere, mai ritrovate, portavano le firme di Degas, Rembrant, Manet e Veermer. I due fratelli propongono varie piste ma nessuna sembra riuscire a fornire una conclusione soddisfacente a questa storia. Al contrario, il mistero sembra infittirsi.
Il Gardner Museum è un palazzo in stile veneziano che racchiude la collezione della stessa Isabella Stewart Gardner.
Nata a New York nel 1849 in una famiglia abbiente, Isabella si sposò nel 1860 per poi trasferirsi a Boston. La sua attività di collezionista iniziò coi suoi viaggi e, successivamente, raccogliendo manoscritti rari. Nel 1886, Isabella incontrò Bernard Berenson, che sarebbe diventato il suo consigliere di fiducia in tema di arte. Quando il marito morì improvvisamente nel 1898, Isabella decise di continuare con il progetto immaginato insieme al coniuge: quello di acquistare un terreno e costruire un museo.
Il Gardner Museum fu aperto al pubblico nel 1903, proponendo una delle collezioni private più raffinate degli Stati Uniti. Il museo diventa così un luogo di incontri, mostre, letture e performance, fino alla morte di Isabella, avvenuta nel 1924. La mecenate bostoniana lascia così la sua collezione, con la richiesta di mantenerla invariata. Almeno fino al 1990, quando nella rapina vengono sotratte 13 opere per un valore complessivo di 500 milioni di dollari.
Nelle prime ore della notte del 18 marzo 1990, le guardie del museo lasciarono entrare due uomini che, fingendosi agenti di polizia, dichiaravano di rispondere a una chiamata d’emergenza. Nel giro di 81 minuti – un tempo insolitamente lungo per una rapina – i due riuscirono a immobilizare i custodi e a saccheggiare il museo.
La miniserie Netflix è stata prodotta in sette anni, a partire dal 2014, ed è stata rilasciata a inizio aprile. A partire dalla prima ipotesi di complicità di un custode del museo, fino alla pista mafiosa, tra ricostruzioni e interviste, il documentario esplora le varie possibilità nel corso delle quattro puntate, non fornendo, però, alcuna certezza. A oggi, il mistero rimane.
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