Categorie: Formazione

Nuovi orizzonti per la ricerca nelle arti: inaugurato a Napoli il primo Dottorato AFAM

di - 25 Gennaio 2025

Parte simbolicamente dall’Auditorium del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli una svolta epocale per la ricerca artistica e culturale in Italia: qui infatti, nella mattinata del 24 gennaio, è stato presentato il primo Dottorato di Interesse Nazionale – DIN in Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Napoli in qualità di capofila. Per la prima volta nella loro lunghissima storia, le Accademie di Belle Arti, i Conservatori e gli ISIA – Istituti Superiori per le Industrie Artistiche entrano nel sistema strutturato della ricerca con il pieno riconoscimento dei dottorati, a testimonianza del ruolo cruciale delle istituzioni AFAM – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica nel panorama italiano e internazionale.

«Dopo 40 anni, le istituzioni AFAM entrano a pieno titolo nel sistema della ricerca nazionale e internazionale. È un grande riconoscimento per il nostro progetto e una sfida cruciale per il futuro del sistema», ha dichiarato il direttore dell’Accademia di Napoli, Giuseppe Gaeta, definendo questo riconoscimento come un «Passaggio epocale».

Auditorium del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, presentazione del primo Dottorato di Interesse Nazionale – DIN AFAM, 24.01.2025

La struttura del dottorato: un ecosistema multidisciplinare

Il Collegio dottorale è costituito da 125 docenti ed esperti sia del sistema dell’alta formazione artistica che del sistema universitario e dei centri di ricerca, mentre
98 sono i dottorandi ammessi e provenienti da tutta Italia. Il DIN si articola in otto curricula formativi che spaziano dalle arti visive e performative alla conservazione del patrimonio, fino all’innovazione tecnologica e ai nuovi media.

Un progetto che guarda al futuro, non solo per il contenuto delle ricerche, ma anche per la capacità di mettere in dialogo accademia, industria e territorio, come ha sottolineato Maria Alessandra Gallone, Consigliera del Ministro dell’Università e della Ricerca, intervenuta nel corso della presentazione al MANN: «Il DIN è una vera rivoluzione dei saperi e della contaminazione multidisciplinare. Questo dottorato creerà giovani ricercatori selezionati con standard elevatissimi, favorendo il dialogo tra ricerca e industria. Solo le Istituzioni artistiche riescono a cogliere l’essenza dell’animo umano in un mondo che cambia con la rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale».

Insieme all’Accademia di Napoli hanno aderito 22 istituzioni partner del sistema di Alta Formazione Artistica e Musicale d’Italia, 11 Accademie di Belle Arti e 11 Conservatori: Conservatorio di Musica di Bologna “Giovan Battista Martini”; Accademia di Belle Arti di Catania; Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Accademia di Belle Arti di Como “Aldo Galli”; Accademia di Belle Arti di Foggia; Conservatorio di Musica di Frosinone “Licinio Refice”; Conservatorio di Musica di Genova “Niccolò Paganini”; Accademia di Belle Arti de L’Aquila; Accademia di Belle Arti di Macerata; Accademia di Belle Arti Legalmente Riconosciuta di Milano “NABA”; Accademia di Belle Arti di Napoli; Conservatorio di Musica di Napoli “San Pietro a Majella”; Conservatorio di Musica di Perugia “Francesco Morlacchi”; Conservatorio di Musica di Potenza “Carlo Gesualdo da Venosa”; Accademia di Belle Arti di Ravenna; Conservatorio di Musica di Ravenna “Giuseppe Verdi”; Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; Accademia Italiana di Arte, Moda e Design – Rom; Conservatorio di Musica di Salerno “Giuseppe Martucci”; Accademia di Belle Arti di Sassari “Mario Sironi”; Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; Accademia di Belle Arti di Verona.

Auditorium del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, presentazione del primo Dottorato di Interesse Nazionale – DIN AFAM, 24.01.2025

Un momento storico per l’AFAM

La Presidente del CNAM – Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale, Giovanna Cassese, ha definito il 2024 come l’anno della svolta per le istituzioni AFAM, sottolineando il valore del pieno riconoscimento della ricerca: «La ricerca nelle istituzioni AFAM è il vero grimaldello per la loro reale valorizzazione e per l’equiparazione al sistema universitario. Fino ad oggi, la ricerca si è sempre svolta come una sorta di “ricerca clandestina”, non riconosciuta né formalmente né contrattualmente. L’attivazione dei dottorati rappresenta un’accelerazione verso questo obiettivo, ma molto resta ancora da fare: servono fondi, risorse umane e una riforma strutturale che assicuri stabilità».

Nonostante gli importanti progressi, il sistema AFAM continua a scontrarsi con sfide significative, tra cui la necessità di garantire risorse economiche adeguate e il riconoscimento pieno del lavoro dei docenti. Come evidenziato nell’intervento della Presidente, l’attuale ciclo di dottorati è stato finanziato prevalentemente attraverso i fondi del PNRR e il contributo di imprenditori privati, lasciando incertezza sul futuro delle risorse.

Auditorium del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, presentazione del primo Dottorato di Interesse Nazionale – DIN AFAM, 24.01.2025

L’importanza del contesto culturale e un futuro da costruire

Le Accademie di Belle Arti e i Conservatori, oltre a essere dei luoghi di formazione di eccellenza, rappresentano veri e propri scrigni di cultura, spesso ospitati in edifici storici che custodiscono collezioni d’arte e tracce preziose di storia creativa. Frequentati da studenti e docenti provenienti da tutto il mondo, questi istituti hanno prodotto generazioni di artisti, restauratori e altre figure di alta professionalità. Eppure, nonostante il loro valore, i docenti delle istituzioni AFAM percepiscono stipendi tra i più bassi d’Europa, come evidenziato in recenti analisi.

Nonostante i progressi, il cammino è ancora lungo. Come sottolineato dalla stessa Cassese, è necessario vincere una «Battaglia culturale» per la piena equiparazione al sistema universitario, garantendo dignità e stabilità al lavoro di ricerca nelle arti.

L’inaugurazione di ieri al MANN rappresenta dunque un invito a guardare avanti con consapevolezza e ambizione. La galassia in crescita delle istituzioni AFAM ha dimostrato la volontà di rispondere alle sfide ma, per assicurare un futuro stabile e produttivo, serviranno visione, risorse e un impegno collettivo.

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