Fratelli Alinari, La facciata dello Stabilimento fotografico Fratelli Alinari di Via Nazionale 8 a Firenze, ora Largo Alinari, 1899, Archivi Alinari, Firenze
A cinque anni dalla sua istituzione, la Fondazione Alinari per la Fotografia ha annunciato la realizzazione di un nuovo Museo Alinari a Firenze, destinato a restituire una sede stabile e strutturata a un archivio che, negli ultimi anni, ha operato prevalentemente in forma diffusa. Il futuro museo troverà spazio negli ambienti dell’ex Scuola Marescialli all’interno del complesso monumentale di Santa Maria Novella, nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione urbana che doterà l’intera struttura, tra le altre cose, di alloggi di social housing e postazioni di coworking. Alla guida della Fondazione, nata per volontà della Regione Toscana, sono stati riconfermati il presidente Giorgio van Straten e la direttrice Claudia Baroncini, chiamati a proseguire il lavoro avviato in questi anni e ad accompagnare l’istituzione in una nuova fase di sviluppo.
Nei circa 1.800 metri quadrati assegnati alla Fondazione saranno ospitati spazi espositivi e una parte significativa dell’archivio fotografico, oltre alla biblioteca – comprensiva degli Album della Fototeca –, e a sale di consultazione, ambienti per la ricerca e attività educative e servizi per il pubblico. Il cronoprogramma prevede il completamento del progetto architettonico entro il 2026, la conclusione dei lavori entro il 2028 e l’apertura al pubblico nel 2029. La stima iniziale complessiva dell’intervento è prevista in circa 6,5 milioni di euro. L’intervento sarà finanziato dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze.
L’annuncio segna un ritorno significativo per la città . Firenze aveva già ospitato un museo interamente dedicato alla fotografia Alinari, il Museo nazionale Alinari della fotografia, attivo tra il 2006 e il 2014 nelle ex Scuole Leopoldine, dopo una lunga storia di spostamenti iniziata negli anni Ottanta. Primo museo italiano dedicato esclusivamente alla fotografia, custodiva centinaia di migliaia di stampe e materiali originali, tra cui dagherrotipi, calotipi e albumine, insieme a opere di alcuni tra i principali fotografi dell’Ottocento e del Novecento. La sua chiusura aveva lasciato aperta una questione strutturale, nel processo di conservazione e valorizzazione di uno dei più importanti patrimoni fotografici al mondo.
Il nuovo assetto delineato dalla Fondazione si articola su due poli complementari. Accanto alla sede fiorentina, destinata alla dimensione museale e pubblica, la Regione Toscana sta sviluppando a Montecatini Terme, presso le Terme Excelsior, la futura Casa della Fotografia, uno spazio dedicato alla conservazione dei materiali piĂą delicati, in particolare i negativi, e alle attivitĂ di restauro, digitalizzazione e formazione avanzata. Un modello duale che separa ma integra funzioni espositive e archivistiche, rispondendo alle esigenze tecniche di un patrimonio estremamente complesso.
Questa nuova fase si innesta su un quinquennio di attività portate avanti dalla Fondazione. Tra i risultati, il vasto progetto di digitalizzazione della lastroteca storica, con circa 80mila lastre acquisite in alta definizione, inclusi i cosiddetti “Giganti di Vetro” – 170 negativi su lastra di vetro al collodio e alla gelatina, di formato grandissimo, con dimensioni che superano spesso il metro di lato.
A questo lavoro è stata affiancata una programmazione espositiva sviluppata in collaborazione con istituzioni italiane e internazionali. La mancanza di una sede stabile ha infatti incentivato una diffusione capillare della progettualità , attraverso mostre come Fotografe!, esposta a Villa Bardini e Forte Belvedere di Firenze, Fotografia Wulz. Un atelier, una famiglia, una città al Magazzino delle Idee di Trieste e a seguito dell’inventariazione e digitalizzazione dell’archivio Wulz, e L’Italia è un desiderio alle Scuderie del Quirinale, quest’ultima affiancata anche da una open call promossa dalla DG Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e dal museo MUFOCO. Parallelamente, la Fondazione ha promosso il censimento dei patrimoni fotografici in Toscana e la nascita della Rete Toscana della Fotografia.
Nel 2026 saranno poi previste tre iniziative di particolare visibilità internazionale: la mostra fotografica allestita all’esterno della Mairie di Parigi, inaugurata in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura; lo spin-off della mostra Fotografia Wulz, dedicato alle sorelle Wanda e Marion Wulz, che sarà presentato alla Estorick Collection di Londra in collaborazione con Calliope Arts Foundation; e, sempre a Londra, la partecipazione a un’esposizione dedicata a Fosco Maraini promossa dall’Istituto Italiano di Cultura.
Firenze torna così a candidarsi come centro di riferimento per la cultura fotografica, mentre Montecatini si prepara a costruire una nuova identità legata alla conservazione del patrimonio visivo e alla formazione. Due poli distinti ma interconnessi, chiamati a sostenere il futuro dell’eredità Alinari.
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