Categorie: Fotografia

Il paesaggio come stratificazione di idee

di - 26 Luglio 2022

Contemporanei antichi: così si definiscono Fabio Barile e Domingo Milella, i due fotografi protagonisti dell’interessante mostra “Le forme del tempo”, curata da Alessandro Dandini de Sylva e aperta al Museo delle Terme di Diocleziano fino al 31 luglio. Un progetto legato al dialogo tra diverse forme di archeologia, che arriva a Roma dopo due tappe a Pesaro – prima al Centro Arti Visive Pescheria e poi alla Sinagoga – per dare vita ogni volta ad una riflessione sul rapporto tra memoria, tempo ed immagine.

Domingo Milella, Tomba di Re Mida, Turchia 2011

All’interno del monumentale complesso romano, la mostra si basa sul dialogo tra “le archeologie del paesaggio di Fabio e le archeologie del linguaggio di Domingo insieme alle schegge di tempo riportate alla luce dai magazzini del museo”, sottolinea il curatore. Il percorso espositivo, scandito da un allestimento minimale composto da grandi pannelli rettangolari color celestino, comincia quasi in sordina, con Studio sulla formazione delle dune (2016), un’immagine di medio formato in bianco e nero di Fabio Barile, quasi a fare da contrappunto con Cheope e Chefren (2009) di Domingo Milella, dove le piramidi si stagliano dietro ad una cortina di palazzoni.

Fabio Barile, Arco in roccia calcarea, Supramonte, Italia, 2019

Un contrasto tra le forme geologiche indagate da Barile e i paesaggi archeologici mediorientali di Milella, colti in una dimensione romantica, vicina ai dipinti di Caspar David Friedrich e agli scatti del tedesco Axel Hutte, allievo di Bernt e Hilla Becher. Tra le sei grandi foto esposte alle Terme, spiccano per intensità Nemrut Dagi (2013), scattata in Anatolia presso il mausoleo del re Antioco di Commagena, uno dei siti più misteriosi del mondo, e Kizildag, monunento di Hartapu (2013) sempre in Turchia. Diverse e forse meno spettacolari le opere di Fabio Barile, interessato alla dimensione geologica dell’ ambiente, come si vede in Arco in roccia calcarea, Sopramonte (2019), che sembrano rendere meglio la loro natura concettuale nel bianco e nero, che ne esalta il valore analitico, come si vede in Affioramento dolomitico nell’altopiano di Campo Imperatore (2015).

Fabio Barile, Piramidi di terra a Zone, Italia, 2022

Il dialogo tra i due fotografi è di natura simbolica, in quanto “il paesaggio non si esaurisce in un luogo ma rappresenta un’immensa stratificazione di idee”, sottolinea Barile. Una vocazione sottolineata dalla presenza di tre reperti archeologici, selezionati all’interno dei depositi dal direttore del museo Stéphane Verger, in qualità di testimonianze degli stessi processi geologici protagonisti delle immagini fotografiche. In conclusione la mostra riunisce 14 opere in un discorso serrato e puntuale, che propone un modello espositivo originale ed innovativo, pur nella sua impaginazione classica, quasi ad indicare un percorso verso “un’archeologia artistica del terzo millennio, ancora tutta da inventare” suggerisce Verger.

Articoli recenti

  • Mostre

Corpo, forma, frattura, trasformazione. Malisa Catalani a Bologna

UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio

22 Febbraio 2026 0:02
  • Attualità

Un’asta per il Rojava: gli artisti si mobilitano per sostenere la regione curda sotto attacco

Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…

21 Febbraio 2026 21:52
  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la Società delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00
  • Mercato

Freud, Bacon, Kossoff: la School of London va all’asta da Sotheby’s

Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…

21 Febbraio 2026 16:08
  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30