Giovanni Gastel, Ayako Comte, 2017
Presso Al Blu di Prussia, lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino, è stata presentata “Selected works”, la prima esposizione fotografica di Giovanni Gastel a Napoli. Il maestro milanese, attraverso il progetto curato da Maria Savarese, sublima il ritratto femminile, qui diversificato in 25 scatti, elevandolo sopra la precaria condizione esistenziale, non trasfigurandolo sotto il peso delle difficoltà quotidiane.
La sua estrazione sociale, che ha condizionato la scelta estetica, lo ha educato alla visione classicheggiante della perfezione e alla percezione altissima della donna, influenzando la sua rappresentazione fotografica del soggetto femminile. Il ritratto, per il grande fotografo, esprime un disarmante erotismo che si evince tramite l’eleganza delle forme. La sensualità che traspare dai ritratti di Giovanni Gastel in mostra a Napoli non è codificata tramite la volgarità esplicita della nudità, ma attraverso i tratti appena esaltati dalla luce, vagamente accennati dai volumi, in parte esposti allo sguardo.
Il percorso artistico di Gastel si è sviluppato grazie allo stretto rapporto con il mondo della moda. Inizia a collaborare nel 1981, dopo aver avuto già i primi contatti con la fotografia negli anni Settanta, con la rivista Annabella e nel 1982 collabora con Vogue Italia, con Mondo Uomo e con Donna. In queste circostanze, più naturali e affini al suo linguaggio, esprime la sua educazione che egli stesso definisce neoclassica. L’intenso lavoro, soprattutto nel ritrarre la figura femminile, ne fanno negli anni uno dei più apprezzati fotografi del settore. Infatti, ha al suo attivo la collaborazione con più di 50 testate italiane e internazionali, con la pubblicazione di circa 130 copertine. Altrettando numerose sono state le campagne pubblicitarie (oltre 500) per importanti case di moda: Dior, Trussardi, Guerlain, Missoni, Tod’s e altre grandi firme.
Quindi, l’espressione tramite il mezzo fotografico è una sorta di metodo per delineare il mondo stesso di Gastel, intessuto di vicende legate all’arte e alla volontà di poterla vivere ma, soprattutto, la capacità di liberarla: «per me ogni espressione artistica, ha un corpo e un’anima. Viste da angolazioni diverse, le immagini acquisiscono nuove interpretazioni in un divenire continuo».
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