Francesca Magnani Elinor, LES Skate Park, 2024. Dalla serie “Il ponte blu”.
12 ritratti scattati a New York dalla fotografa Francesca Magnani, in mostra da Love Supreme a Sydney. Fino a metà gennaio, le immagini saranno esposte all’interno dello storico locale del quartiere di Paddington, noto per sostenere la scena artistica locale e per la programmazione regolare di mostre e iniziative culturali. Da anni, il proprietario Bosko Vujovic mette a disposizione lo spazio per progetti indipendenti, in questo caso il festival fotografico Open Head On.
Le immagini in mostra ritraggono le componenti di ImillaSkate, il collettivo boliviano di giovani donne che sullo skateboard indossano la pollera, la tradizionale gonna a balze delle donne indigene. L’incontro della fotografa padovana di stanza a New York con ImillaSkate fa parte del progetto più ampio Il ponte blu – ne abbiamo parlato la scorsa primavera in occasione della mostra a Berlino -, un viaggio attraverso il Manhattan Bridge, in cui si intrecciano storie di migrazione, esclusione e resistenza che convergono nella città .
Attraverso i ritratti di strada, Magnani racconta come il corpo diventi uno strumento di lotta e affermazione, capace di mettere in discussione lo sguardo coloniale e le strutture di potere. Le componenti di questo collettivo, Huara, Tefi, Belén, Elinor, Brenda, Zusan, Fabi e Deysi, hanno conquistato un seguito internazionale pattinando con le gonne tradizionali tipiche delle donne indigene Aymara e Quechua delle Ande boliviane. Questi indumenti, simbolo di orgoglio ancestrale ma anche di stigma sociale, sono stati a lungo causa di discriminazione: le donne indigene, o cholitas, venivano derise per il loro abbigliamento tradizionale ed escluse spesso dagli spazi pubblici.
Oggi ImillaSkate reinterpreta questa immagine: traendo ispirazione dalle generazioni precedenti, le giovani donne rivendicano con fierezza la loro eredità andina e la proiettano nel futuro. In queste settimane si stanno dedicando a una raccolta fondi per la costruzione di uno skatepark a Cochabamba, la loro città natale. Per saperne di più e sostenere il progetto di ImillaSkate si può cliccare qui.
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