Burning Bush, Oaxaca de Juárez, 2018 © Pieter Hugo
“La cucaracha” è il titolo del progetto che il fotografo sudafricano Pieter Hugo ha realizzato in Messico, tra il 2018 e il 2019.
Hugo ha viaggiato dalla zona industrializzata di Città del Messico a Hermosillo, fino alle regioni montuose di Ixtepec e San Crisobel, fotografando persone, paesaggi, vegetazione, animali esotici. Elementi della storia messicana, riferimenti letterari e artistici, si intrecciano alla ricca cultura visiva del paese, restituendoci un diario fotografico che racconta le diverse facce di questi luoghi.
Ne “La cucaracha” Hugo mostra come rituale, tradizione e un forte senso di comunità ispirino la complessa riconciliazione tra due estremi, la vita e la morte. «Il Messico ha un’etica e un’estetica molto particolari; l’accettazione dell’inevitabile, l’umorismo, i rituali e il forte senso di comunità rendono possibile vivere con addosso il peso di situazioni tragiche e spesso inaccettabili.» racconta Hugo «C’è anche un rapporto molto diverso con la morte rispetto a quello a cui sono abituato. Se uno guarda oltre gli scheletri, i teschi ed altri luoghi comuni, può scorgere una connessione profonda e complicata con la morte. Questa dinamica è più evidente nelle espressioni contraddittorie come le celebrazioni del Giorno dei Morti e la violenza perpetrata dai cartelli della droga. Accanto allo sfarzo e al registro acuto di questa serie, c’è l’ordinarietà del quotidiano. Sono attratto dalla favolosità del banale e della banalità dell’esotico. »
Il titolo del progetto deriva dalla famosissima canzone tradizionale messicana che racconta la storia di uno scarafaggio senza le due zampe posteriori che fatica a camminare, simboleggiando la resilienza di fronte alle difficoltà come metafora degli estremi della vita messicana, dove quotidianamente convivono gioia e tragedia.
Gli scatti di Pieter Hugo saranno esposti alla Huxley-Parlour Gallery di Londra , dal 19 febbraio al 14 marzo.
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