Categorie: Fotografia

Tra neon e fantasie: il teatro segreto di Lisa Kereszi

di - 8 Marzo 2026

Tra neon sfocati, tappeti logori e la luce tremolante dei locali notturni, le foto di Lisa Kereszi ci conducono in un’America sotterranea e sospesa, dove il burlesque diventa teatro di desideri, memoria e sogni mai del tutto realizzati. Curata da Marcella Manni per Photo Vogue Festival 2026, Fantasies occupa gli spazi commerciali di NONOSTANTE MARRAS.

Lisa Kereszi, Pussy Will Oh onstage, Teaseorama, New Orleans, 2001. C-print, 50.8 x 60.96 cm © Lisa Kereszi. Courtesy Metronom

Ogni scatto è un microcosmo di tensione poetica: le ballerine si muovono come figure emblematiche di un immaginario retrò, pin-up contemporanee che oscillano tra teatralità e intimità. Nasce un dialogo silenzioso tra corpi e spazi, rendendo ogni scena un piccolo rito visivo di bellezza, ironia e nostalgia.

Il progetto, nato tra il 1999 e il 2005, racconta la stratificazione di decenni e la tensione tra epoche diverse: gli anni Cinquanta con il loro glamour retrò e gli Ottanta con l’energia cruda dei neon si sovrappongono, creando un ponte tra la storia personale dell’artista e quella collettiva di una città e di un’epoca. Ogni immagine è calibrata per suggerire, senza mai spiegare del tutto, mondi paralleli che esistono solo nella percezione dello spettatore.

Lisa Kereszi, Private Booths, south Beach Showgirls, Miami Beach, FL, 2002, C-print 76.2 x 101.6 cm © Lisa Kereszi. Courtesy Metronom

Fantasies è anche un’indagine sui codici culturali del desiderio e della performance. I locali notturni, i neon tremolanti, i dettagli degli interni non sono scenografie, ma sono linguaggio, segno e narrazione. Raccontano l’intimità, l’equilibrio sottile tra voyeurismo e partecipazione, tra la geografia dei luoghi e la performatività delle aspettative.

Fantasies è un progetto che ci invita a perdersi, a lasciarsi attraversare dalle immagini, a contemplare ciò che si vede e ciò che vorremmo vedere. Kereszi costruisce mondi sospesi, in cui il reale e il possibile si sovrappongono, dove l’ordinario si carica di poesia e il quotidiano si fa sogno, invitandoci a rimanere a lungo nel margine tra luce e ombra, tra desiderio e memoria.

Lisa Kereszi, Julie Atlas Muz in Red Bikini, The Vavavoom Room, East Village, NYC, 2001, C-print, 76.2 x 101.6 cm
© Lisa Kereszi. Courtesy Metronom

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