«Noi, i fotografi, esistiamo per liberare le donne dalla dittatura della perfezione e della giovinezza»
Lindbergh, nato nel 1944, a Leszno, in Polonia, ha iniziato la sua carriera come fotografo negli anni Settanta, scattando per importanti riviste come Vogue, Vanity Fair e Harper’s Bazaar.
Conosciuto soprattutto per i suoi iconici ritratti in bianco e nero di top model famosissime (Naomi Campbell, Linda Evangelista, Cindy Crawford, Milla Jovovich e Kate Moss), in più di trent’anni di carriera si è sempre distinto per la sua capacità di influenzare con la sua idea di fotografia l’intero mondo della moda. Nel suo lavoro le copertine patinate hanno lasciato il posto a fotografie semplici, pose spontanee e a visi senza trucco che hanno raccontato non un ideale di bellezza, ma persone e storie. Per questo motivo gli scatti di Lindbergh, esclusivamente in bianco e nero e per la maggior parte in analogico, non hanno mai lasciato spazio a finzioni e agli stereotipi femminili.
A maggio 2016, raccontò in un’intervista con la giornalista Isabel Flower di ArtForum, che secondo lui «un fotografo di moda dovrebbe contribuire a definire l’immagine delle donne o dell’uomo di oggi nel loro tempo, per riflettere una certa realtà sociale o umana.Quanto è surreale il fatto che oggi, ritoccando tutti i segni dovuti alla vita e all’esperienza, ritocchiamo la storia personale e la verità che c’è dietro ogni volto?».
Oltre ad aver collaborato con numerose riviste, di moda e non, ha realizzato campagne per diversi brand e stilisti, tra cui Comme des Garçons, Giorgio Armani, Prada e Azzedine Alaïa. È stato l’unico ad aver firmato per ben tre volte, nel 1996, nel 2002 e nel 2016, il Calendario Pirelli. Ecco alcuni dei suoi scatti più celebri e il suo corto, Manhattan Catwalks.
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