05 settembre 2019

Le donne di Peter Lindbergh

di

Addio a Peter Lindbergh, il fotografo che ha immortalando le donne in maniera diversa, rivoluzionando il mondo della moda

Cindy Crawford, Tatjana Patitz, Helena Christensen, Linda Evangelista, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Karen Mulder & Stephanie Seymour, for American Vogue, Brooklyn, New York, 1991

«Noi, i fotografi, esistiamo per liberare le donne dalla dittatura della perfezione e della giovinezza»

Ieri, a soli 74 anni, si è spento Peter Lindbergh, uno dei più importanti fotografi di moda del secolo scorso. 

Lindbergh, nato nel 1944, a Leszno, in Polonia, ha iniziato la sua carriera come fotografo negli anni Settanta, scattando per riviste come Vogue, Vanity Fair Harper’s Bazaar. Conosciuto soprattutto per i suoi iconici ritratti in bianco e nero di top model famosissime, come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Cindy Crawford, Milla Jovovich e Kate Moss, in più di trent’anni di carriera si è sempre distinto per la sua capacità di influenzare con la sua idea di fotografia l’intero mondo della moda. Nel suo lavoro le copertine patinate hanno lasciato il posto a fotografie semplici, pose spontanee e a visi senza trucco che hanno raccontato non un ideale di bellezza, ma persone e storie. Per questo motivo gli scatti di Lindbergh, esclusivamente in bianco e nero e per la maggior parte in analogico, non hanno mai lasciato spazio a finzioni e agli stereotipi femminili.

A maggio 2016, raccontò in un’intervista con la giornalista Isabel Flower di ArtForum, che secondo lui «un fotografo di moda dovrebbe contribuire a definire l’immagine delle donne o dell’uomo di oggi nel loro tempo, per riflettere una certa realtà sociale o umana.Quanto è surreale il fatto che oggi, ritoccando tutti i segni dovuti alla vita e all’esperienza, ritocchiamo la storia personale e la verità che c’è dietro ogni volto?».

Oltre ad aver collaborato con riviste importantissime, di moda e non, ha realizzato campagne per diversi brand e stilisti, tra cui Comme des Garçons, Giorgio Armani, Prada e Azzedine Alaïa. È stato l’unico ad aver firmato per ben tre volte, nel 1996, nel 2002 e nel 2016, il Calendario Pirelli. Ecco alcuni dei suoi scatti più celebri e il suo corto, Manhattan Catwalks

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