Henri Matisse in his studio, Nice, France, August 1949 © Robert Capa © International Center of Photography / Magnum Photos
“Il migliore fotoreporter di guerra nel mondo”. Così nel 1938 la rivista Picture Post definì Robert Capa. Il fotografo ungherese, naturalizzato statunitense, iniziò come fotoreporter durante la guerra civile spagnola (1936-39), documentò la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone (1938), la seconda guerra mondiale (1941-45), il conflitto Arabo-Israeliano (1948) e quello francese in Indocina (1954), durante il quale morì, ucciso da una mina antiuomo, a soli 40 anni.
Nonostante l’esperienza bellica sia stata al centro della sua attività di fotografo, una nuova mostra, a cura di Marco Minuz e promossa dal Comune di Abano Terme a Villa Bassi Rathgeb dal 15 gennaio al 5 giugno 2022, punta l’attenzione su un’altra serie di lavori di Capa, non riconducibili alla sofferenza della guerra, tentando di allontanare la sua figura dallo stereotipo di fotoreporter di guerra.
Proprio da qui prende avvio questo progetto espositivo che vuole mostrare al pubblico altri scatti di questo celebre fotografo ancora poco conosciuti, esplorando il suo rapporto con il mondo della cultura dell’epoca con ritratti di celebri personaggi come Picasso, Hemingway e Matisse, mostrando così la sua capacità di penetrare in fondo nella vita delle persone immortalate.
In mostra anche una sezione dedicata ai suoi reportage dedicati a film d’epoca. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale Capa è sul set del Notorius di Alfred Hitchcock, dove si cimenta per la prima volta in veste di fotografo di scena. Nell’arco di pochissimi anni si confronta con nomi del calibro di Humphrey Bogart e John Houston, Gina Lollobrigida e Anna Magnani. Straordinarie le immagini colte sul set di Riso Amaro, con ritratti di Silvana Mangano e Doris Dowling.
Il percorso espositivo comprende anche una sezione dedicata alla collaborazione con lo scrittore americano John Steinbeck, che darà il via al progetto Diario russo, iniziato nel 1947 quando i due decisero di partire insieme per un viaggio alla scoperta dell’Unione Sovietica. Le pagine del diario e le fotografie sono istantanee della vita a Mosca, Kiev, Stalingrado in quegli anni. Un reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. La mostra prosegue con una serie di fotografie realizzate in Francia nel 1938 e dedicate all’edizione del Tour de France di quell’anno, dove l’attenzione del fotografo si focalizzerà sempre prevalentemente sul pubblico rispetto alle gesta sportive degli atleti.
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