Massimiliano Busan (Gorizia, 1968) muove dal segno e dal colore, e in queste recentissime opere abbandona i toni sofferti che caratterizzavano la sua produzione precedente. Per approdare inaspettatamente al nitore di cromie terse che mettono in periglioso equilibrio le strutture grafiche fondanti e la sua pittura. Perché Busan è assolutamente pittore, nel solco di una tradizione territoriale forte e chiara, che da Music conduce al carattere visionario di Mocchiutti, al colorismo di Altieri, all’affondo psichico di Zigaina, all’urgenza espressiva di Di Iorio, organizzando superfici in cui il valore grafico si fonda su un’azione cromatica espressiva e prepotente. Che fa emergere i moti interiori quanto le realtà circostanti, i problemi dell’essere e quelli del vivere.
La proposta del curatore si fa nel contesto ardita: Busan confermerebbe l’esattezza di una voce critica che individua una vera e propria scuola di Gorizia, come realtà artistica precisa. Si tratta di una dicitura che convoglia esperienze diversissime per linguaggio, contenuti, stimoli e risultati, ma caratterizzata da una singolare atmosfera di chiarezza, di “nitore”, di “aria pulita”. In sostanza è un “modo di fare pittura” che, metabolizzando il mondo austro-slavo, ha saputo concentrare il proprio agire artistico al di fuori delle esperienze nazionali e internazionali del secondo dopoguerra proprie della cultura occidentale. La scuola di Gorizia, di cui oggi Massimiliano Busan è riferimento generazionale, ha rifiutato il confine e la cesura, ha continuato a produrre fuori dai dettami storici in una consapevolezza sovrastorica, nutrita dalla propria radice e dalla peculiarità geografico-territoriale.
Dalle opere di Busan, cariche delle urgenze espressive e delle sperimentazioni legate al dato anagrafico, emerge il connotato che caratterizza il fare artistico della sua terra e scaturisce una pittura sapiente e con-seguente, che si radica nella tradizione. La sua pittura, che tutto pare conoscere nell’immediatezza del fare, lascia trasparire una consapevolezza capace di calibrare valori compositivi antichi e qualità cromatiche riassuntive dei risultati di un intero territorio. Mai come ora percorsi dall’irruenza del segno e del gesto.
link correlati
Bio e mostre dell’artista
francesca agostinelli
mostra visitata il 9 aprile 2006
In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…
Curata da Lorenzo Lazzari, la mostra riunisce Carloni-Franceschetti, Shadi Harouni e Madeleine Ruggi per riflettere sulle memorie che le lotte…
Fino al 30 maggio, la galleria LINLI Art Space di Venezia ospita la ricerca multimediale di Hero Pavel: cento opere…
Curata da Massimo Bignardi, l’antologica al Museo FRaC mette in dialogo le opere storiche di Rosaria Matarese con una nuova…
A cinquant’anni dall’inizio di Arte Sciopero, Montecatini Terme celebra la figura di Galeazzo Nardini con una grande mostra dedicata alla…
Performer e videoartista, docente dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Luca Sivelli è stato una figura di riferimento della scena…