Categorie: friuli v. g.

fino all’11.III.2009 | Alberto Tadiello | Trieste, Studio Tommaseo

di - 25 Febbraio 2009
Due speaker, un mixer, un amplificatore, un lettore cd e un groviglio indistinto di cavi diffondono infiltrazioni sonore che si espandono silenti nell’organismo umano, tracciando nuovi ritmi e provocando improvvisi sensi di nausea e astenia. Alla parete, due “grafici-spartito”, dalle linee appena percepibili, indicano gli spostamenti dei ghiacciai alpini e dei poli terrestri. È 20 kHz, l’installazione realizzata da Alberto Tadiello (Montecchio Maggiore, Vicenza, 1983; vive a Venezia) allo Studio Tommaseo.
Un “polmone artificiale” che, attraverso un respiro fievole ma continuo, emette 23 tracce sonore che, come il titolo stesso suggerisce, si collocano in quella soglia al limite dell’udibilità per l’orecchio umano. Una soglia percepibile solamente mediante processi di amplificazione che operano a livello tecnico e mentale. È qui che il suono si fa tattile, vibrazione emotiva che plasma l’interiorità ogni volta in modo diverso, divenendo scultura intima e personale.
L’intento dell’artista veneto pare non essere quello di ridefinire un ambiente, piuttosto far sentire un corpo anestetizzato, percuotendolo senza toccarlo. La diffusione delle frequenze nello spazio fisico, infatti, non è quasi mai diretta e invasiva, non investe con ondate violente e assordanti, ma accarezza con lievi folate di vento e stabilisce un contatto via etere fra l’anima della natura e la nostra, fra il suono della montagna e i nostri sussulti interiori, instaurando un dialogo profondo, nell’apparente silenzio esterno.

Un silenzio che si fa metafora non solo dell’impercettibile processualità fenomenica in cui lo spettatore viene virtualmente trasportato, ma anche di una persistente sordità che gli è propria.
Memore del primo modello satellitare giapponese, ideato nel 1990 da Hiroshi Yokoi, Tadiello crea una sorta di stazione radio dalle “frequenze” però più deboli rispetto alle precedenti installazioni. Meno secca e incisiva, 20 kHz si dimostra a tratti addirittura ridondante, dando l’impressione di voler andare a colmare un vuoto spaziale più che un vuoto sensoriale. Nonostante la spiccata sensibilità dell’artista e l’innegabile cura impiegata nella realizzazione, permane la sensazione che qualcosa non si sia perfettamente integrato.

Il risultato è un intervento che poco aggiunge al suo percorso e alle nostre sempre maggiori aspettative. Un lavoro che sembra reiterare se stesso, senza alcuna spinta eversiva. Ma probabilmente si tratta solo di una breve pausa, in attesa di una nuova e impervia scalata.

articoli correlati
La personale a Napoli
Va ad Alberto Tadiello la settima edizione del Premio Furla

eva comuzzi
mostra visitata il 17 gennaio 2009


dal 13 dicembre 2008 all’undici marzo 2009
Alberto Tadiello – 20kHz
a cura di Daniele Capra
Studio Tommaseo
Via del Monte, 2/1 – 34121 Trieste
Orario: da lunedì a sabato ore 17-20
Ingresso libero
Catalogo Juliet con testi di Daniele Capra, Giuliana Carbi e Daniela Zangrando
Info: tel. +39 040639187; fax +39 040367601; tscont@tin.it; www.triestecontemporanea.it

[exibart]

Nata nel 1977 è storica dell'arte e curatrice, collabora con MOROSO e ArtVerona. Lavora per diversi anni alla Galleria d'Arte Contemporanea di Monfalcone, specializzandosi nell'operato delle giovani generazioni. Al termine di questa esperienza, fonda NASAC (Nuova Accademia delle Arti Storico-Artistiche Contemporanee), progetto itinerante e trasversale che ha lo scopo, attraverso delle lezioni aperte a tutti, di far conoscere e divulgare le arti e la loro connessione con le altre discipline.

Visualizza commenti

  • Sono daccordo con le coclusioni del pezzo di Eva Comuzzi, inizialmente ha certato di dare all’istallazione un’inpalcatura che oggettivamente non esiste.
    Considerato che il lavoro di Tadiello funziona grazie alla massa critica che lo sostiene e non per la sostanza che lo determina, ’artista è da lodare perchè ha capito quello che adesso viene aprezzato dal sistema.
    Quando finirà la grana messa da parte con i vari premi, il mercato le chiederà non più fischi ma fiaschi.
    Se per adesso le va bene così e la Sandretto e in Via Varini & co lo sostengono, che male c’è?
    Lui fa il suo lavoro, quindi Bravo!

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30
  • Bandi e concorsi

Artefici del nostro tempo 2026: torna il premio che fa esporre alla Biennale

Artefici del nostro tempo è la call promossa da Comune di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, dedicata…

10 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Sonsbeek 2026, le novità dalla storica manifestazione d’arte pubblica

Dal 1949 a oggi, Sonsbeek è un laboratorio d'eccellenza per riflettere sul significato dell'arte nello spazio pubblico: ad Arnhem, in…

10 Febbraio 2026 11:30
  • Mostre

Materia, colore e fotografia in dialogo allo Spazio Merlo di Roma

Allo Spazio Merlo di Roma, una mostra fa dialogare le sculture e le pitture di Antonia Leonardi con le fotografie…

10 Febbraio 2026 10:30
  • Bandi e concorsi

Una residenza digitale sull’isola di San Giorgio Maggiore: aperte le candidature

Aperte le candidature per la terza edizione di DAIR - Digital Artist in Residence, il programma di residenza promosso dal…

10 Febbraio 2026 9:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Carmela Rizzuti

I temi ricorrenti nella mia ricerca sono la bellezza e il significato nascosto nella quotidianità

10 Febbraio 2026 8:53