La figurazione italiana ha vinto. Ne è convinto Maurizio Sciaccaluga, curatore di S8 Pressione, nuovo appuntamento con la giovane arte tra le mura della Galleria Guidi&Schoen, ormai bastione genovese di difesa e di offesa della nuova figurazione. Quattro pittori e quattro fotografi hanno il compito di esemplare una rivincita, secondo la legge dei flussi e dei riflussi, della figura rispetto all’astrazione, della sensualità del colore rispetto alla frigidità emotiva dell’idea. Premesso che è probabile che le separazioni non siano davvero così nette e drastiche, si può comunque
Alcuni quasi esordienti, questi artisti raccontano un mondo interiorizzato, con mood particolari ed emblematici di una nuova generazione che si affaccia all’arte osservando le cose, senza grandi sistemi interpretativi alle spalle. All’accattivante realismo inquieto di Danilo Buccella (quasi degno epigono della più matura ed affermata Margherita Manzelli), che passa per un universo squisitamente pittorico fatto di figure solitarie immerse in spazi ingoiati dal buio senza pietas e densi di malinconia, rispondono i nudi di Antonella Cinelli, quasi prove di studio, intimistiche relazioni tra chi si fa guardare e chi guarda: nelle mani e nei seni coperti si scorgono nuovi tagli plastici, nuove istoriate figurazioni che terminano nel reggiseno ready made posto su tela. Alle scenografiche
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mi sembra proprio una mostra interessante. Trovo curioso che ci sia in questi giovani artisti una ricerca verso l'estetica, perchè oramai da molti anni si cerca di perpetuare più la ragione del pensiero che l'importanza della scrupolosità nel trattare la visione.Molto spesso, forse troppo, il concettuale per determinarsi ha dovuto smantellare i canoni rappresentativi per crearne di nuovi, più atoni, asettici, sterili; forse porprio per caratterizzare l'epoca in cui si vive: orientata verso l'identificazione di una realtà fondata sul soggettivo, o magari solo per evidenziare la sterilità del pensiero collettivo a favore di una più accomodante genuinità dell' -io penso- , e ho la possibilità di manterne tale la posizione a dispetto di tutto. Ritrovare una certa compiacenza nel proporre morbidezze cromatiche o inquadrature semplici, mi fa ben pensare verso una ripresa di un gusto, classico se vogliamo, che tuttavia non rinnega in toto le implicazioni del sillogismo, e ne fa uso senza abbandonarsi in meri esercizi di stile. A volte anche l'armonia può essere feroce, feroce nel continuom di ombre/spazio/colore/forme, che irritiscono per la troppa modularità, per il miele sparato a mille, per la serenoTerapia che ne traspare. Usare un tono light non sempre è sinonimo di timidezza, a mio avviso in questo caso è proprio indice di una provocazione silente. Bravi gli artisti che si sono spesi in questa collettiva, lo so...siete più cattivi di quanto ci facciate credere.
a buccè fatto un quadro, visti tutti, basta cambiare l'arredamento e il vestitino. semo bravi a copiare, eh!!! comunque insisti che oggi i cloni vanno di moda! in culo alla balena!