In questi giorni il nome di Francesca Biasetton è ovunque, e se lo merita: una bella personale alla galleria d’arte Il Basilisco racconta la sua attività di calligrafa, illustratrice e artista; il fortunatissimo “Abbecedario”, spettacolo per ragazzi di Giorgio Scaramuzzino prodotto dal Teatro dell’Archivolto di Genova, ha appena concluso nel capoluogo una tournée trionfale e il libro omonimo nato dall’esperienza teatrale ha vinto a Sestri Levante il prestigioso Premio Andersen 2003 nella sezione “Miglior libro fatto ad arte”.
“Abbecedario” raccoglie storie che Altan, Benni, Sanguineti, Staino e molti altri hanno scritto ispirandosi all’alfabeto: ogni lettera un racconto a dar vita ad un universo surreale, poetico, divertente. Uno spettacolo che cambia ogni sera, creato dai piccoli spettatori che scelgono le lettere da raccontare: Francesca Biasetton ha il compito di
Al Basilisco, Francesca Biasetton ripropone il tema dell’alfabeto: la prima sala è un’allegra, colorata costellazione di piccoli collage, sagome inattese che prendono vita dal gesto libero di mani e forbici. La seconda sala è più minimale, centrata sulla pura scrittura: l’artista, tra i primi soci dell’Associazione Calligrafica Italiana nata nel 1991, ce la descrive come “un’attività estremamente disciplinata che parte dalla conoscenza di regole precise, ma prevede anche la possibilità di andare oltre, di sbizzarrirsi gestendo il segno come un mezzo fluido e personale, un po’ come nella musica”.
Biasetton propone lavori vicini all’arte concettuale, che fanno della lettera un mezzo e insieme, paradossalmente, un fine. Grandi carte sono coperte di sola scrittura, in
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