Quest’artista di ottant’anni compiuti, d’origine boema e che ha alle spalle qualcosa come settecento produzioni è insieme a Luzzati, con il quale proprio a Genova ha collaborato nel ’95 e che ha portato nel capoluogo ligure questa mostra, uno degli scenografi più apprezzati.
L’esposizione riguarda principalmente il rapporto delle opere del Maestro con la luce, elemento costante nei suoi allestimenti, tanto da aver ideato particolari proiettori teatrali che ancora oggi portano il suo nome, ovvero le luci Svoboda.
“La luce è per me un elemento fondamentale della creazione dello spazio teatrale. Per questo non sono d’accordo di separare la professione dello scenografo da quella del disegnatore di luci”
Alla mostra si viene introdotti fisicamente attraverso quello che è già un gioco di luce e specchi, che crea l’illusione di un boccascena teatrale con tanto di tendone.
Per il resto l’attenzione del visitatore si concentra su quattro spettacoli: l’Amleto e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare nelle versioni di Bruxelles del 1965 e di Praga del 1963, Idomeneo di Mozart a Ottawa nel 1981e I Nibelunghi di Wagner a Orange nel 1988: la rappresentazione fedele è dovuta a quattro modelli in scala che funzionano come l’originale grazie a sofisticati meccanismi semoventi, che permettono di cogliere da vicino il ruolo creativo della luce.
La mostra, assolutamente imperdibile per gli amanti della scenografia, si arricchisce di una serie di proiezioni e filmati inediti in Italia. Unica pecca, causata dall’esiguità dello spazio dell’Auditorium, è forse un po’ troppo breve, soprattutto se si considera la mole di altre produzioni dell’artista.
Davide Olivieri
Mostra vista il 6.XII.2000
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