MAMM, Mosca, 2016. Foto di Antonio Addamiano
Dal marzo 2014, con la prima collettiva BLACK al miart e successivamente nella mia prima sede milanese di via Giuriati, Pino è entrato nella mia vita, grazie ad un doppio destino: lâamicizia e la stima reciproca con il mio collega Claudio Poleschi e la passione che da anni stava maturando verso il lavoro di questo grande artista e uomo. Si è un creato fin da subito un trio attorno al concetto comune del âfareâ, incessante, a volte eccessivo, ma con unâindicazione precisa, lasciare un segno nel mondo dellâarte di cui facevamo parte; gioia nello stare insieme e varie professionalitĂ unite hanno regalato un periodo dâoro. Abbiamo viaggiato insieme per avventure meravigliose, da Knokke (MDZ Gallery, 2015), a Hong Kong (Pearl Lam, 2015), da Mosca (MAMM, 2016) ad Amsterdam (The Merchant House, 2017 e 2022), fino alle bellissime mostre nei musei di Agrigento (Fabbriche Chiaramontane, 2016), Catanzaro (MARCA, 2017) e, ultimissima e speciale, nella sua Milano (Palazzo Reale e Gallerie dâItala, 2019).
Fin dallâinizio è stato un piacere condividere con lui i progetti anche degli altri artisti che rappresentavo, grazie ad una conoscenza del mercato internazionale e un talento nel valutarne le potenzialitĂ , che lo ha reso un mio artista, un mio amico e consigliere. Da grande lavoratore comprendeva molto bene gli sforzi che si facevano per la realizzazione delle mostre in Italia e allâestero, ed amava confrontarsi per realizzare cataloghi e monografie con me e sua figlia Alessandra, da anni al nostro fianco in questa squadra fantastica.
La mia galleria non ha mai avuto fretta di sfornare mostre personali, avevamo sempre lâobiettivo di unire le nostre forze per uscire dallâItalia; dopo la bellissima prima mostra Antologia rossa, curata da Alberto Zanchetta, nel 2015, si è voluto nel 2019 con Francesco Tedeschi scioccare i collezionisti con la presentazione dei Monocromi 1973-1976 e mostrare le stupende opere della Biennale di Venezia ed altre del periodo non in vendita.
Negli ultimi anni, con la comparsa di alcuni problemi di salute, insieme abbiamo cercato di fare ciò che amavamo di piĂš: lavorare e combattere il silenzio del Covid e di un mercato dellâarte pallido e poco brillante. Pinelli, con il prezioso contributo di Fabio Mantegna, si è reso disponibile per realizzare due splendide interviste: il racconto di Palazzo Reale, con il toccante inizio ÂŤio sono etneoâŚÂť e via Brera, 23. Uno sforzo comune che lascia un segno perenne della sua carriera artistica e che racconta la sua personalitĂ unica, ricca di dolcezza e generositĂ .
Nel 2023 con la splendida partecipazione di Alessandra e coinvolgimento di Lorenzo Madaro, siamo ripartiti da un Pinelli inedito: la ceramica. Lâabbiamo presentata in un luogo magico, un trullo, una galleria fuori dagli schemi, sede estiva Dep Art Out a Ceglie Messapica nella splendida Valle dâItria pugliese. E poi continuando a combattere insieme questo periodo sfortunato che non gli faceva frequentare la sua vera casa, il suo splendido studio di via Anfiteatro, stavamo organizzando una mostra antologica che raccontava la nostra splendida storia decennale, che è andato oltre il solito rapporto artista/gallerista, con lâaiuto di un grande curatore ed amico, Federico Sardella, lâunico in grado di dedicarsi con professionalitĂ e tenacia ad un progetto cosi unico.
Pur di riaverlo in galleria nella sua fase preferita, ovvero lâallestimento, in cui si assistiva ad una vera e propria âdanza / danza ritmica / tamburo pittoricoâ, dove Pino riempiva lo spazio con le sue disseminazioni e la sua pittura, si è rimandata piu volte, fino alla decisione finale del 16 settembre 2024. Ecco quel giorno arriverĂ e sarĂ mia premura far sentire Pino ancora tra noi.
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