Straordinario risultato di un artigianato dall’altissimo valore artistico, erano in origine tessuti con la pregiatissima lana che la capra hircus degli altipiani tibetani lascia tra i rovi ogni primavera, quando abbandona il vello invernale. Una volta filata e tinta, la fibra, morbida e sottilissima, era lavorata su speciali telai orizzontali con una tecnica detta spolinatura e analoga a quella dell’arazzo, ottenendo cioè il decoro grazie al passaggio localizzato di trame parziali.
I disegni, estremamente dettagliati e complessi, erano eseguiti da tessitori uomini coordinati da un tarah guru (colui che chiama i colori) e un talim guru che trascriveva il modello e per terminare un solo capo d’abbigliamento, complemento indispensabile all’abito ufficiale di principi e nobili, occorrevano da diciotto mesi a tre anni.
Testimoni del fascino di un Oriente lontano e fantastico, gli scialli del Kashmir compaiono in Europa all’inizio del diciottesimo secolo, introdotti in Inghilterra dall’East Indian Company. Dapprima status symbol dell’alta società, grazie alla nascita di una produzione locale diventano più accessibili, anche se di qualità decisamente inferiore, e tradizionali nei corredi da sposa. La produzione europea di scialli kashmir, localizzata soprattutto in Alsazia e in Gran Bretagna a Norwich e Paisley (da cui il nome corrente del caratteristico motivo a palmette), ha una storia avventurosa e costellata di disavventure.
Grazie all’attenta curatela scientifica di Loredana Pessa e Daniela Lunghi, la mostra al Sant’Agostino illustra in modo esaustivo e divertente questo percorso storico, proponendo un viaggio nel tempo che racconta con vivace immediatezza la vita quotidiana del passato.
articoli correlati
The Fluxus Constellation
Il caso Vrubel’
Genova – San Pietroburgo: Vrubel’, Kandinsky, Jawlensky
La Collezione Battolini
Valentina Caserta
Pace Gallery taglia un terzo del suo roster di artisti e licenzia 50 dipendenti: è questo il bilancio del piano…
L'ombra dell'albero: al museo Madre di Napoli torna la rassegna di video d'artista, questa volta con una selezione di opere…
Kader Attia è stato nominato curatore della Kochi-Muziris Biennale 2027: il profilo dell’artista franco-algerino e una breve storia della principale…
Dai limoni parigini di De Pisis alla Zattera della Medusa rivisitata da Guttuso: a Milano, Finarte porta sotto il martello…
Una mostra alla Fondazione Sabe per l’Arte mette in relazione le ricerche di Remo Salvadori, Alice Cattaneo ed Elisabetta Di…
Al Castello Aragonese di Reggio Calabria apre Condominio Mediterraneo, progetto dell’Accademia di Belle Arti nato dai workshop con Giulia Piscitelli,…