Protagonista della stagione informale italiana, Scanavino esprime la propria arte attraverso una simbologia ricca d’immagini criptiche che non vogliono mai essere svelate completamente. Gli elementi principali di questa simbologia sono: il cerchio, il quadrato, l’uovo, il pane e la scala rappresentati con il caratteristico segno incisivo ed essenziale dell’artista.
L’uso stesso del colore riveste un’importanza intrinseca, in cui ogni immagine è un istante del divenire, legata al ciclo vitale; il bianco (che serve al nero per formare il grigio) è un nulla in cui tutto può accadere, mentre il nero è annichilimento del tutto.
L’uso del rosso, molto limitato, non è altro che una variante del nero, una sua incandescenza.
Tra le opere: “Una situazione per un’immagine N.1” (1968) in cui vi è un’evoluzione in tre fasi di un rettangolo che prende corpo, quasi volesse uscire dal quadro, ed essendogli impedito da una matassa scura prende colore e acquista tridimensionalità. Altra opera interessante è “La scala impossibile” (1980), la scala rappresenta la comunicazione tra due dimensioni diverse: il sotto e il sopra, la terra e il cielo, l’immanente e il trascendente, qui invece viene negato, nessuno scalino regge alcunché, resta l’anelito, l’aspirazione.
Davide Olivieri
Mostra vista il 14.I.2001
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un grande! Scanavino è un grande in tutti i sensi...stupendi i suoi intrecci di segmenti neri su sfondo bianco...le colate di rosso corposo come fluidi di dolore....
meraviglioso