Categorie: genova

fino al 25.VII.2004 | Genova del Saper Fare | Genova, Magazzini dell’Abbondanza

di - 3 Giugno 2004

“Non penso mai al futuro. Arriva sempre già abbastanza presto” (Albert Einstein, 1930, sezione intitolata Città futura). E per Genova il futuro è arrivato. La mostra, studiata e voluta da storici, scienziati sociali e artisti multimediali, propone il tema del lavoro, delle imprese e delle tecnologie, attraverso il superamento del dualismo spettatore-oggetto, a favore di un’interazione continua tra i visitatori e le installazioni.
Non si tratta di una mostra sulla storia del lavoro, né sul conflitto sociale, ma di un tentativo, assolutamente riuscito, di ripercorrere, vivendole in modo tangibile, le tappe che dalla fine dell’Ottocento hanno segnato la città e le hanno permesso di diventare ciò che è oggi. Nove le sale, nove i temi: dalla storia (emigrazione e immigrazione, evoluzione del lavoro portuale) alle industrie (la cantieristica navale, la siderurgia) alle questioni di maggiore attualità (immigrazione, energia, logistica, nuove tecnologie), il tutto accompagnato da videoinstallazioni, postazioni interattive, suoni, rumori.

Come affermato da uno dei curatori del progetto, Nando Fasce, Professore di Storia moderna e contemporanea dell’Università di Genova, l’allestimento è funzionale a condurre lo spettatore-attore al “cedimento completo all’emotivo, evitando, però, la sindrome di Stendhal”, ossia lo spaesamento e la perdita della cognizione della realtà. Ogni sezione, infatti, porta in un “mondo” sempre nuovo e diverso, affascinante per sensazioni, atmosfere, suoni; Un mare di navi è un letterale “tuffo” nel passato: la pavimentazione blu, con la rosa dei venti e le rotte tracciate, rievoca il Mediterraneo; in un’atmosfera di luci soffuse, è sufficiente tirare le spesse corde delle navi, per azionare le videoinstallazioni e rivedere il varo di una nave, gli addii degli emigranti e il lavoro dei camalli nel porto. Le sezioni intitolatate Ferro e acciaio e Macchine sembrano tratte direttamente dal film Metropolis di Lang: rumori assordanti, quelli delle fonderie, delle acciaierie e delle miniere, sensazioni di calore, quasi di soffocamento, date dai video e dalle pedane interattive, che sotto il peso degli spettatori vibrano e rombano; nulla poteva essere più pertinente e appropriato della didascalia: “Direi che la tua fonderia sembra l’inferno di Dante…”. Una miriade di eliche, come una distesa di gigantesche girandole (di precisione, per la guerra, per il trasporto e per l’energia industriale) con sopra proiettate immagini e scritte, sono azionate da piccole leve ed accompagnate da video esplicativi. Nella sezione Verso una città postindustriale? è possibile osservare, invece, le trasformazioni subite dalla città per l’avanzare continuo dell’industrializzazione.
Accompagnato da eventi collaterali, questo divertente esperimento pone le basi per un futuro museo sulla tradizione industriale.

medea garrone
mostra visitata il 27 maggio 2004


Genova del Saper Fare
Magazzini dell’Abbondanza
Via del Molo, 2 (Portoantico)
Orari: 10-13 e 15-19 da martedì a giovedì
10-13 la domenica
15-21 il venerdì e il sabato
prezzi del biglietto: intero 6 €, ridotto 5 €, scuole 2,5 €
informazioni: tel. 010. 5574004
www.Genova-2004.it
info@genova-2004.it
catalogo: Skira


[exibart]

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  • più leggo e più vorrei rileggere...ma il futuro arriva veramente troppo presto.
    una storia interessante, raccontata da una meravigliosa narratrice.

  • carissima medea, come già ti ho accennato, hai la capacità, invero superba, di saper ben comunicare la ratio di una mostra, di un evento, con estrema semplicità comunicativa indice di vera complessità intellettiva.. fai venire voglia non solo di visitare la mostra/le mostre ma di cercare di carpirne il senso eidetico, il più profondo.. poi l'accenno su quella mente straordinaria di einstein..l'allusione a metropolis di f. laing..tra i miei riferimenti di formazione intellettuale..grazie per le tue colte, raffinate recensioni e grazie alla redazione di questa testata per averla/e pubblicata/e..
    roberto matarazzo (DEDALO)

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